Capezzone: Cambiamento in sette giorni


Di Mauro Mellini

Daniele Capezzone si è cimentato in un confronto con la categoria degli avvocati (se tale può considerarsi l’intervista con una rivista del ramo, non delle maggiori). Non è nuovo a tali confronti. Ma fino ad oggi, prendendo la parola in assemblee e dibattiti promossi da Camere Penali, Ordini ed Associazioni forensi, aveva potuto presentarsi come esponente di un partito “liberale, liberista, libertario” e, dunque, garantista, sostenitore del diritto privilegiato alla difesa etc, etc. In sostanza poteva ripetere in bella forma, da par suo, con argomentazione e battute di sostegno brillanti, le tesi stesse degli Avvocati, proprio come sapeva fare benissimo con quelle di Pannella.
Ora, e di qui la novità ed il “cimento” (si fa per dire), Capezzone deve però parlare da deputato dell’Unione, del carrozzone di Prodi, della maggioranza di sostegno di un governo di cui fa parte nientemeno che Tonino Di Pietro, con alla Giustizia Clemente da Ceppaloni ed altri ancora, oltre che Bersani, con il suo decreto, oggetto specifico dell’intervista.
Così Daniele Capezzone non ha potuto dire “sono totalmente d’accordo con voi” (come è abituato a fare con Pannella e come faceva fino a ieri anche con gli avvocati).
Si è dovuto limitare a dire che degli avvocati è amico, e a dirlo, sono sue parole, “sorridendo e pensando che talvolta mi sono arrivate da parte dei magistrati accuse di concorrenza esterna con gli avvocati” Ahi! Ahi! Ridotto a dover evocare meriti del passato, Capezzone sembrerebbe abbia preso la prima topica (ma speriamo che essa sia dell’intervistatore, che peraltro è un avvocato
e per un giornale di avvocati), scambiando “concorrenza” con “concorso” La “concorrenza esterna” ancora non la contestano nemmeno i P.M. dì Palermo.
Sono cose che capitano, specialmente a chi deve in fretta e furia sostituire la propria presentazione, già a base di “liberale, liberista, libertario” (che, difatti, non figura nell’intervista, sia detto con apprezzamento per il senso estetico del neo componente del carrozzone prodiano nell’’odierna intervista) con qualcosa d’altro.
E l’altro che Capezzone propone è che “il provvedimento sia esteso anche alle grandi società di energia”. Poffarbacco! “estendere” le norme del decreto Bersani sugli Avvocati alle “Società di energia”, ENEL ed ENI etc. è davvero un bel colpo! Peccato che Capezzone, abbia dovuto spiegare che “accettando” il decreto Bersani (quello da estendere alle “società di energia”) gli avvocati devono apprezzarne 1’incentivazione di “una dinamica che non preveda più esclusivamente il tramandarsi degli studi legali dai padri ai figli, ma che preveda in una logica americana la realizzazione di studi associati”
“Estensione” (!!!) a parte, sembrerebbe dunque che il prossimo piano della politica, che già fu “liberale, liberista e libertaria” sarà quello per una dinamica, (lasciando perdere l”‘americana”), verso una sorta di “studio ,associato” tra ENEL, ENI etc- con l’ACEA, magari come praticante.
Una conversione, quella di Capezzone davvero ammirevole. E rapida. Del resto ha annunciato che nei prossimi giorni lancerà una proposta che chiamerà: “sette giorni per aprire un’impresa”: Se riuscirò, ha aggiunto Capezzone, “l’Italia avrà il percorso (per gli adempimenti per una nuova attività produttiva) più veloce d’Europa in tal senso'”.
Per la sua veste di deputato dell’Unione sembra che Daniele Capezzone ci sia riuscito.


Comments are closed.