Rognoni/Csm: Della Vedova, Per tutti piena e ‘uguale’ libertà di parola

“Lo scontro fra Cossiga e Spataro e l’iniziativa del Csm ripropongono, al di là del caso singolo, il problema dei limiti alla critica politica all’operato della magistratura. E conferma quello che è molto più di un sospetto.
A quanto pare, nel nostro paese, i tutori “professionistici” dell’indipendenza della magistratura ritengono che esistano magistrati e politici “più uguali” degli altri, le cui prerogative e rispettabilità meritano maggiore e diversa tutela di quella spettante ai comuni mortali.

Nell’ultimo decennio abbiamo sentito magistrati in servizio (Colombo) definire “figlia del ricatto” la Commissione Bicamerale per la riforma costituzionale. Ma quello era, per il Csm che così decise, un legittimo esercizio di critica, non suscettibile di sanzioni neppure sotto il profilo disciplinare.
E’ inoltre accaduto che il giudice Corrado Carnevale – prima dell’incriminazione e di una lunga vicenda giudiziaria che lo ha portato alla piena assoluzione – sia stato definito, più o meno testualmente, da ampi settori del Parlamento come una quinta colonna della mafia in Cassazione. Se non ricordo male, in quel caso, di fronte ad un processo sui generis imbastito fra l’Aula e i corridoi della Commissione Antimafia, non venne attivata alcuna iniziativa di tutela da parte del Csm nei confronti del Presidente Carnevale.
Nello stesso tempo, non si contano le azioni giudiziarie intentate e vinte da magistrati contro politici (e non solo) rei di averli “delegittimati”, pur senza avere mai trasceso i limiti del diritto di critica; e fra questi spicca il caso, davvero esemplare, degli avvocati Caiazza e Fasolino condannati per avere definito “inumano e odioso” il provvedimento di un Gip che negava ad un detenuto in attesa di giudizio (non per reati di sangue) il permesso di partecipare ai funerali del padre.
Contro ogni ritualismo istituzionale, ritengo preferibile un sistema di libertà in cui tutti, nei limiti e nelle forme previste dalla legge, siano essi politici e magistrati, avvocati e semplici cittadini possano criticare tutto e tutti. Le leggi e le sentenze. Le proposte politiche e le indagini giudiziarie. Ma mi piacerebbe che questo sistema di piena e uguale libertà esistesse per tutti. E che non esistessero magistrati o politici con una “più uguale” rispettabilità o libertà di parola.”


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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