“Nelle stime del governo, il provvedimento relativo agli immobili dovrebbe rappresentare circa un terzo delle maggiori entrare previste dal decreto Visco-Bersani, tra 1,5 e 2 miliardi di euro (a seconda degli anni).
Il passo indietro annunicato dal viceministro Visco su questa misura mette pertanto in discussione una parte cospicua del maggior gettito prodotto per l’erario dal decreto: come pensa il Governo di far fronte al minor gettito che la modifica presumibilmente comporterà?

Tenendo conto del fatto che questo provvedimento è considerato uno dei “primi passi” nel raggiungimento degli obiettivi fondamentali del DPEF, è chiaro che il DPEF stesso è già vecchio prima ancora di essere discusso dal Parlamento.

Un’ultima amara considerazione: nella settimana di vigenza, il decreto esso ha provocato una perdita del valore patrimoniale delle società del settore quotate di circa 1,4 miliardi, appena inferiore al maggior gettito per lo Stato che il provvedimento dovrebbe produrre. Il che significa che l’onere sulle società immobiliari e sui risparmiatori che hanno in portafoglio titoli di fondi immobiliari sarebbe, senza modifiche, esattamente il doppio di quanto preannunciato.”