Fare sentire la nostra presenza, oggi più che mai carica di speranza

Comunicato di Valeria Manieri, membro del comitato nazionale di Radicali italiani e del gruppo di lavoro Welfare to work. Stiamo seguendo con attenzione la crisi interna della Rosa nel pugno. Leggo preoccupata, come noi tutti, i molti articoli sui quotidiani come pure nei vari siti radicali e della rosa nel pugno. Scorgo, nonostante tutto, speranza tra i compagni che credono che la Rosa nel Pugno “ce la possa ancora fare”. E’ importante tuttavia sottolineare che per “farcela”, è necessario non solo affrontare e superare i motivi di contrasto, ma far sentire la presenza e l’impegno di noi tutti, apportando sostanza a quello che oggi,apparentemente, sembra privato (in piena coscienza, volontariamente, e non badate bene “svuotato”) di significato. La presenza, pressante, e non disinteressata, di chi attende senza alcun potere di conoscere il destino di un soggetto che, appena nato, incontra già mille difficoltà. NOI CI SIAMO, con il gruppo welfare to work, ma anche come semplici militanti, per lanciare una speranza perchè la crisi sia davvero un spinta per comprendersi e crescere. Oltretutto crediamo che anche da questo gruppo, quello del w2w, si possa ripartire. Se si fa attenzione ciò diventa un pò simbolo, nel nostro piccolo, di come mescolare radicali e socialisti ed elementi esterni. Come si possa andare d’accordo, senza scusanti di chi è “movimentista” e chi “istituzionale”…essere costruttivi e in accordo si può, se si è interessati alla sostanza, all’essere proattivi. Penso, pensiamo, che anche di ciò la rosa abbia bisogno,come del resto il nostro paese. La libertà e la vita di un progetto, qualunque esso sia, è responsabilità e ciò vale in ogni aspetto della vita. Dal privato al politico. Sceglierla e perpetrarla,aggiungere tasselli, costruirla, può essere dolorosissimo, può significare abbandonare dipendenze o anche “dependances” dove ci si relega, anche abbandonare cose più facili e sicure. La Rosa non è sicurezza e non rassicura, al momento, alimenta diffidenze, i timorosi vengono fuori, gli aficionados all’una o all’altra bandiera anche, così come le preoccupazioni legate alla sopravvivenza politica. Tutto ora,quasi brutalmente. Nell’investire tutto senza riserve, anche se con una pazienza attiva, credo si giochi il futuro nostro e della Rosa. Con queste parole ci rivolgiamo e mi rivolgo alla segreteria e alla dirigenza della Rosa nel Pugno, perchè sappiano quanto debbano essere forti le loro spalle e da quale responsabilità essi siano gravati, ma, al tempo stesso, da quale appoggio, impegno e speranza siano sorretti. Vi attendiamo con fiducia per lavorare insieme.


Comments are closed.