“L’educazione sentimentale di Eugénie” di Aurelio Grimaldi

Di Gianfranco Cercone*

Come tutti sanno, non c’è storia senza conflitto. Ridotto alle linee più essenziali, ogni racconto narra di un personaggio che vuole realizzare un suo desiderio, cui altri personaggi o varie avversità si oppongono. Nella commedia che Grimaldi ha liberamente ricavato dal testo teatrale settecentesco di Sade “La filosofia nel boudoir” (che una commedia non era), il conflitto parrebbe, in un primo momento, interiore. Eugénie, un’adolescente appena uscita, vergine, da un collegio di suore, pur senza dirselo chiaramente, desidera liberarsi delle censure sessuofobiche che sono il risultato della sua educazione. Ad aiutarla, si presta volentieri un gruppo di libertini, capeggiati dalla marchesa di Saint-Ange, che, nel riparo di una villa, la faranno piacevolmente assistere e partecipare a rapporti sessuali di tutti i generi. Nel testo di Sade il conflitto era soprattutto interno all’autore, in lotta strenua contro le censure e i tabù del suo tempo; cosicché la sua rappresentazione del sesso era parossistica, delirante, e, come un fiume torbido che abbia travolto ogni argine, vi si mescolavano piaceri che i laici generalmente oggi approvano (come la sodomia); e altri tuttora per fortuna interdetti (come stupri, torture e omicidi). L’Eugénie del film, frutto della fantasia di un regista laico ed equilibrato dei giorni nostri, non patisce di conflitti così tormentati. E dopo le prime carezze intime si abbandona quasi senza remore alla pacifica orgia allestita in suo onore. Però, così, tolto il conflitto, anche interiore, il racconto perde ogni mordente. E mentre contempliamo, per tutta la durata del film, corpi nudi dediti ai più estatici accoppiamenti, rallegrandoci per i protagonisti, proviamo in più momenti la tentazione di lasciarli soli e abbandonare la sala. *Redattore della rivista “Cinemasessanta”, collaboratore del “Dizionario critico dei film” della Treccani


Autore: Gianfranco Cercone

Laureato in Lettere (con specializzazione in materie dello spettacolo) presso l'Università La Sapienza di Roma. È redattore della rivista "Cinema Sessanta" e collabora con la Biblioteca del Cinema "Umberto Barbaro". Cura per Radio Radicale la rubrica di critica "Cinema e cinema".

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