Sì a Sergio D’Elia

Di Marco Paolemili

Conosco Sergio D’Elia personalmente, in questi anni abbiamo collaborato spesso noi di Generazione L e Nessuno Tocchi Caino, l’associazione di Sergio che si batte egregiamente per l’abolizione della pena di morte. Siamo stati nei licei romani, ne abbiamo parlato su Radio Radicale e adesso stiamo promuovendo la destinazione del cinque per mille a questa associazione. Merito di Sergio e compagni è quello di non strumentalizzare la battaglia contro la pena di morte, senza trasformarla in una campagna anti USA, che adotta sì in alcuni suoi Stati questa barbara punizione, ma senza paragoni rispetto ai detenuti giustiziati dai paesi dell’ex blocco comunista e con la differenza che in America è possbile manifestare contro l’esecuzione capitale. Sì, Sergio D’Elia è stato un terrorista di Prima Linea, condannato a 25 anni per l’assalto al carcere di Firenze nel 1978 durante il quale venne ucciso il poliziotto Fausto Dionisi. Ed ora Sergio sarà segretario alla Presidenza della Camera. Condanno duramente il passato di quest’uomo, per il quale ha pagato, ma ne lodo il presente che lo vede totalmente reinserito nella vita civile, come vuole la Costituzione. E’ un bene per le nostre istituzioni che un uomo che si batte per i diritti civili dei detenuti, per l’abolizione della pena di morte ricopra un incarico importante nel Governo del nostro paese. A fianco di personaggi come Di Pietro e D’Ambrosio, rei di aver utilizzato la giustizia come strumento politico, Caruso, Diliberto e Bertinotti che hanno insultato e continuano ad insultare le nostre e le altrui istituzioni e i nostri connazionali impegnati in missioni militati all’estero, Romano Prodi che a differenza di D’Elia non ha ancora pagato il suo convolgimento in un altro assassinio, quello di Aldo Moro, ben venga un personaggio come Sergio D’Elia. Tanti auguri, questo governo ora mi è un po’ più simpatico.


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