Emilia Rossi ha ragione. Non c’è dubbio che sul piano del diritto l’elezione di Sergio D’Elia, che ha scontato la sua pena e ha riottenuto i diritti di cittadinanza, non può essere messa in discussione, così come la sua successiva elezione a segretario di presidenza della Camera. Ma la questione che è stata sollevata dalla vedova dell’agente Dionisi e, in termini assai più rozzi da altri, non può essere liquidata con un’alzata di ciglia giuridiche, come molti hanno fatto. Nella vita civile e politica non esistono soltanto il giudizio etico (che valuta la “degnità