L’Onorevole Piero Fassino sembra aver adottato in questa campagna referendaria una tecnica antica seppur aggiornata: “disinforma, disinforma: qualcosa resterà”. Nella sua intervista domenicale, il segretario dei DS torna a criticare il federalismo della CdL vaneggiando di “separatismo” che nuocerebbe al nord. Delle due l’una: o Fassino non ha letto la Legge e quindi non si è accorto che il federalismo della CdL corregge le gravissime storture e i pericoli per l’unità a livello nazionale di alcune politiche come quelle per l’energia e le infrastrutture, oppure conosce la legge ma preferisce dire bugie: difficile dire cosa sia peggio.

Il segretario del principale partito del più pletorico e costoso governo della storia repubblicana, anziché raccontare bugie sul referendum farebbe bene a concentrarsi su alcune amare verità di cui gli italiani stanno prendendo atto, come ad esempio il fatto che i “primi cento giorni” stanno inesorabilmente trascorrendo senza che nulla di significativo accada, se non la crescente difficoltà di Prodi a dare senso e coesione al suo esecutivo.