Sì, in Rcs Mieli e Folli erano intercettati

Di Giuliana D’Olcese

E’ da vari mesi che scrivo sullo scandalo Telecom-Intercettazioni telefoniche ed internet corredando le mie note con fatti precisi, documentazioni di IP, di immagini digitali riproducenti snodi telefonici precisi, di postazioni e providers da dove partono gli attacchi informatici con tentativi continui di intercettazioni telefoniche ed internet abusive ed illegali, ( ovverosia non autorizzate dalla Magistratura al Cnag, l’ex Centro nazionale autorità giudiziaria, l’organo di Telecom preposto alle intercettazioni autorizzate ), allo scopo di impossessarsi del contenuto dei computer dei normali utenti e di attacchi volti a violare la posta elettronica. Attenzione, circa la posta elettronica, non è da confondere il "normale" controllo messo in essere dalla legge antiterrorismo in atto dal 2005. Premetto che per mesi ho segnalato, invano, una lunga e nutrita serie di tentati abusi quotidiani, al responsabile capo dell’Ufficio legate di Telecom Italia sede di Roma, Dottor Gugliemo Bove, menzionato sull’ultimo numero de L’Espresso all’interno dell’inchiesta sulle intercettazioni di Telecom anche per essere il gemello di Adamo Bove capo e responsabile del coordinamento delle attività di sicurezza Telecom. Delle mie segnalazioni esiste amplissima documentazione presso la Polizia postale di Roma, a cui va il mio grazie per l’attenzione dimostratami, presso il Garante per la privacy, presso l’ENAV, Ente Nazionale Sicurezza dei Voli nelle sedi di Roma Aeroporto Leonardo da Vinci e di Via Salaria nelle persone del Presidente, del Direttore Generale e del responsabile dei servizi informatici Dottor Bruno Carbone. E, infine, presso la Procura della Repubblica di Roma nel giudizio penale da me mosso nei confronti di Telecom Italia. Giudizio penale in corso, patrocinato dall’Avvocato Misiani. La mia attenzione sulle possibili intercettazioni subite dalla Rcs, dal Direttore del Corriere della Sera di allora, Stefano Folli, e dall’attuale Direttore Paolo Mieli, è scattata già nel 2004 quando ho notato strani "fenomeni" circa la posta elettronica che scambiavo con Folli, mio grande amico da anni e al tempo Direttore del Corriere della Sera, e con le e-mail che inviavo a Paolo Mieli che a quel tempo curava la rubrica della posta dei lettori. Le anomalie da me riscontrate nella posta elettronica erano due. Con la posta scambiata con Folli avveniva che le sue risposte, datate con un certo giorno ed una certa ora, mi arrivavano alcuni giorni dopo rispetto agli headers di invio di Folli. Ciò avveniva anche riguardo alle sue notifiche di lettura tanto che, un giorno molto allarmata da una serie di irregolarità che avvenivano solo nello scambio di posta con il Corsera, gli scrissi e poi gli telefonai per metterlo in guardia. Attento, sono certa che le tue telefonate e la tua posta elettronica sono intercettate. Stefano Folli lo ricorda senz’altro, quindi, lo può testimoniare come posso senz’altro essere disponibile io a testimoniare le numerose anomalie riscontrate nelle comunicazioni telefoniche e internet con Rcs.e Corsera. Con Paolo Mieli avveniva che se inviavo le lettere all’e-mail generale della rubrica ricevevo immediatamente la notifica di ricevuto e letto, mentre, se la inviavo all’e-mail personale di Mieli, non mi ritornava mai la notifica di lettura. Qualcuna, molti giorni dopo. Pur non conoscendo Mieli personalmente, so, per esperienza diretta, che Mieli ha un uso corretto delle e-mail, non è di certo uno di quegli stupidi o sprovveduti internauti furbetti che si nascondono e da cui si riceve "Non Letto". Il "Non Letto", si riceve solo se l’e-mail viene aperta dal destinatario, quindi letta. In caso contrario, cioè se viene cestinata senza aprirla, non ritorna nulla al mittente. Il secondo "fenomeno" che avveniva negli ultimi tempi della direzione Folli, e poi durante la direzione Mieli, consisteva nel fatto inquietantissimo, mai avvenuto negli anni precedenti al 2004, che quando mi collegavo al sito internet Corriere.it, scattava, immediato, un attacco di pirateria informatica passato attraverso il provider di Telecom Italia, Telecom China, Telecom Russia o tramite altre Telecom sparse per il mondo. Ma, sempre e solo Telecom. Le postazioni degli attacchi da intercettazione, di cui ho amplissima documentazione, certo non nel pc, sono tutte da analizzare onde verificare l’enorme e capillare rete delle intercettazioni ordite da Giuliano Tavaroli e da Emanuele Cipriani attraverso Telecom Italia – telefonia ed internet da questi "appaltate" anche a medi e piccoli providers di provincia – risulta avere sede in postazioni le più insospettabili, perciò oltremodo inquietanti, e le più inimmaginabili. Le interviste del Sole24Ore a Giuliano Tavaroli e de la Repubblica ad Emanuele Cipriani, la lettera aperta inviata da Tronchetti Provera agli 85.000 dipendenti Telecom, nonchè tutti gli articoli di cronaca e di inchiesta apparsi su giornali come la Repubblica, l’Espresso ed altri che, di volta in volta, si stanno occupando dell’inchiesta Telecom-intercettazioni, tralasciano l’indagine e l’approfondimento, a mio avviso fondamentale e dovuto, del perchè nelle intercettazioni – a parte la questione dei tabulati degli utenti Fastweb "trafugati" da Telecom – ci sono finiti centinaia di migliaia di ignari normalissimi ed onesti cittadini. Anche su questo, sia i vertici responsabili di Telecom Italia che la Magistratura, hanno il dovere di rendere loro chiarezza e giustizia e di risarcire i danni morali e materiali infertigli da Telecom, dal Cnag e da Tavaroli, da Cipriani e dai medi e piccoli providers complici e corrotti. Lo scandalo dilagante su Telecom Italia e i suoi vertici economici, manageriali, tecnici, operativi e sui responsabili della "Security" e dell’ex Cnag, ora Ufficio legale diretto da Andrea Galletta, è una ferita aperta, purulenta e inaccettabile, da disinfestare e rimarginare immediatamente e chirurgicamente. E senza ulteriori frodi informative da parte di Telecom colta in fallo anche dal giudice Lamanna. E’ una ferita inferta allo Stato di Diritto ed alla Democrazia italiana. Stato di Diritto e Democrazia i cui cittadini, e la loro privacy, non devono e non possono essere affidati, o sottoposti, al potere di un uomo. Al dottor Marco Taronchetti Provera.


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