Archive | giugno, 2006

“L’Italia ce la può fare”: manifesto-appello per uno “statuto degli outsider” e una nuova alleanza sociale

Di Daniele Capezzone

L’Italia ce la può fare. E’ ancora possibile invertire la rotta sia rispetto ai segni concreti di declino, sia rispetto alla retorica del “declino inevitabile”. La crisi italiana è vera e profonda, ma troppo spesso è descritta come ineluttabile ed irreversibile. Non è così. Certo, occorre voltare pagina. Un sistema dei partiti vecchio, eppure ancora troppo potente e costoso, inchioda il paese e la politica italiana a risse di fazioni, a scontri di tifoserie: e da oltre un decennio, a maggioranze troppo timide rispetto alle grandi urgenze di cambiamento, si contrappongono opposizioni dedite a tentare di scalzare e demonizzare i Governi, ma incapaci di sfidarli sul terreno di solide controproposte di riforma. Leggi tutto

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Marco Taradash lunedì a Omnibus (La 7). Update (02.07) : Invito annullato, si parlerà d’altro

Marco Taradash, portavoce dei Riformatori Liberali, sarà ospite lunedì mattina 3 luglio alle 7.50 della trasmissione Omnibus, su La 7, condotta da Gaia Tortora. Leggi tutto

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Israele: una domanda al viceministro Intini (RnP).

Il ministro degli esteri iraniano Manouchehr Mottaki è intervenuto ieri alla conferenza Onu sul traffico illegale delle armi da fuoco denunciando il possesso di armi nucleari da parte di Israele Leggi tutto

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Politica estera allo sbaraglio

Iran, Israele Palestinesi

di Marco Taradash

da L’Indipendente di giovedì 29 giugno 2006 pag.1

NEL SILENZIO (stralunato forse, comunque lunare) dell’opposizione il governo Prodi-D’Alema piccona giorno dopo giorno la politica internazionale costruita da Berlusconi, restituendo del nostro Paese l’immagine consueta: Leggi tutto

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“Verso il sud”: il film “maledetto” di Laurent Cantet

Cosa c’è di bello nell’ultimo film di Laurent Cantet “Verso il sud”?

Di Gianfranco Cercone De Lucia

Anzitutto un’immagine, forte, sgradevole e coraggiosa, come in certi film di Ferreri: un gruppo di donne mature, sdraiate su una spiaggia di Haiti, attorniate di bei ragazzi del luogo, disposti, per soldi, a relazioni erotiche con loro. Leggi tutto

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“Verso il sud”: il film “maledetto” di Laurent Cantet

Di Gianfranco Cercone De Lucia

Anzitutto un’immagine, forte, sgradevole e coraggiosa, come in certi film di Ferreri: un gruppo di donne mature, sdraiate su una spiaggia di Haiti, attorniate di bei ragazzi del luogo, disposti, per soldi, a relazioni erotiche con loro. Dico coraggiosa, perché presumibilmente penalizzerà il film al botteghino: molti spettatori uomini ne saranno irritati perché capovolge i rapporti di potere tradizionali fra i sessi; le spettatrici non ameranno identificarsi con personaggi femminili che soffrono delle angosce dell’invecchiamento, e sono alla ricerca disperata di amore e di sesso. Leggi tutto

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“L’educazione sentimentale di Eugénie” di Aurelio Grimaldi

Di Gianfranco Cercone*

Come tutti sanno, non c’è storia senza conflitto. Ridotto alle linee più essenziali, ogni racconto narra di un personaggio che vuole realizzare un suo desiderio, cui altri personaggi o varie avversità si oppongono. Nella commedia che Grimaldi ha liberamente ricavato dal testo teatrale settecentesco di Sade “La filosofia nel boudoir” (che una commedia non era), il conflitto parrebbe, in un primo momento, interiore. Leggi tutto

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Auguri ai nani riformisti sperando non vincano i giganti massimalisti

Di Sofia Ventura
da Il Riformista di mercoledì 28 giugno 2006 pag. 7
Caro direttore,
il No ha vinto e dal suo giornale si avverte che questa vittoria non deve chiudere ma piuttosto riaprire il processo di riforma costituzionale. Leggi tutto

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Taradash:”Un governo amico dei regimi autocratici e teocratici”.

“Perché far cadere subito l’ipotesi del sottosegretario Vernetti di proporre l’ingresso di Israele nella Nato? Passi finché a dire no sono i gruppi della sinistra antagonista e un sottosegretario ccome Bobo Craxi Leggi tutto

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Referendum: Della Vedova, Unione ha vinto, ma da oggi non potrà più dire solo no

Il centrodestra apra discussione, ma a partire dalle difficoltà di Prodi e da centralità leadership Berlusconi Leggi tutto

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La Rosa nel Pugno ce la può fare

Di Tommaso Ciuffoletti

La Rosa nel pugno ce la può fare, può mantenere la promessa di realizzare un progetto politico moderno e portatore di istanze modernizzatrici, con attenzione ai temi dell’equità e della giustizia sociale. Certo le difficoltà non mancano, così come non mancano coloro che, per i più svariati motivi (a volte anche per ragioni squisitamente personali), le hanno sottolineate in maniera spesso strumentale; tuttavia più che i vizi d’origine del tentativo di costituire una forza liberalsocialista, sono gli ostacoli attuali e quelli che nel breve periodo potrebbero ancora prospettarsi lungo il cammino della Rosa nel pugno a rappresentare il pericolo più concreto per il suo futuro politico. Fra questi ve ne sono di strutturali, e credo che per certi versi anticipino quelli che potrebbero incontrarsi durante la fase costituente del Partito Democratico. La realizzazione di un soggetto che sia veramente nuovo impone il superamento di riluttanze interne alle formazioni politiche che ne sono state promotrici. Queste sono perfettamente comprensibili, a patto che non diventino patologiche, bloccando un lavoro di definizione e strutturazione che solo se sarà portato avanti in maniera aperta e convinta potrà dare i frutti sperati. Credo infatti che il reale valore di un progetto politico sia rappresentato dalla mole e dalla qualità del lavoro che viene investito nella sua realizzazione; un lavoro che non può essere rimandato, anche perché quelle tensioni interne potranno ricomporsi positivamente soltanto attraverso di esso. Eventuali opportunismi, di convenienza, ma senza prospettiva, devono cedere il passo all’opportunità offerta dalla costruzione della Rosa nel pugno. Io stesso non ho avuto difficoltà a riconoscere che la borsa degli attrezzi elettorali utilizzati alle politiche e alle ultime amministrative, era ancora priva di importanti strumenti che, per la contingenza delle scadenze, non erano stati debitamente preparati. Sono tuttavia convinto che non manchino abilità, competenze, e risorse umane da mettere all’opera per affinare, approfondire e rendere più solidi gli argomenti e i punti del programma della Rosa nel pugno. Allo stesso modo non è venuto meno l’entusiasmo di tanti elettori, spesso giovani e culturalmente preparati, che hanno votato per il nuovo soggetto politico con la convinzione che il lavoro svolto durante la campagna elettorale delle politiche fosse soltanto l’avvio di un cammino teso a rafforzarne ed ampliarne la capacità di attrazione e di coinvolgimento. Credo infine che da parte dei responsabili politici ci sia la volontà di non disattendere quelle promesse che hanno saputo suscitare interesse, attenzione e passione. Per questo è oggi decisivo per il progetto della Rosa nel pugno saper cogliere con la giusta tempestività un’opportunità tanto importante. Quanto è stato fatto finora rappresenta un patrimonio che non deve essere disperso, ma richiede ulteriore impegno, perché le prospettive che può aprire sono di grande valore. Oggi molti iniziano ad avvertire le prime sirene del Partito Democratico, che tuttavia deve ancora muovere i primi concreti passi per l’avvio della sua costituzione. Anche in quest’ottica una compiuta realizzazione politica della Rosa nel pugno risulterà fondamentale per fornire un contributo tangibile, e non meramente di testimonianza, per affrontare quei temi decisivi che riguardano il rapporto tra socialismo e liberalismo ed il nodo della laicità dello Stato, da svolgere senza imporre uno scontro tra ideologismi contrapposti, ma con la capacità di coglierne l’estrema attualità per una società che sta cambiando e all’interno di quadro globale in forte tumulto. Scriveva Giacomo Matteotti che una praticabile prospettiva riformista “richiede un lavoro enorme, molteplice, vario; propaganda e organizzazione, revisione teorica e azione pratica, studio ed esperimento, preparazione tecnica per le riforme legislative, preparazione per l’opera amministrativa nei Comuni; facoltà di comprendere l’ideale e il reale, l’immediato e il lontano: da discernere il lecito dall’illecito; di conoscere l’anima popolare, di non titillarla demagogicamente, ma di non prenderla di fronte ed allontanarla da sé con atteggiamenti ad essa inaccessibili…”. Credo che la Rosa nel pugno non possa esimersi dal proseguire, fin da subito, lo sforzo per affrontare il lavoro enorme, molteplice e vario che la attende.

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Referendum: Calderisi, persa occasione storica e irripetibile

Riuscita opera falsificazione e intimidazione del centrosinistra

 Roma, 26 giu. (Adnkronos) – ‘Il Si’ ha perso. Un’occasione storica e irrepetibile per modernizzare le nostre istituzioni e’ stata sprecata. L’opera di disinformazione, di falsificazione e di intimidazione messa in atto dal centrosinistra e’ perfettamente riuscita’. Leggi tutto

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