Il sì, un’occasione di confronto

Editoriale di Marco Taradash pubblicato oggi sull’Indipendente:

Non nascondiamocelo: dal punto di vista tecnico-istituzionale ci sono ottime e abbondanti ragioni sia per votare sì che per votare no alla riforma polista elaborata una fresca estate fa nelle valli del Cadore. Forse essi presero esempio dall’insuperato maestro Bassanini, autore apocrifo della più storpia variante autostradale mai costruita, i cui svincoli federalisti hanno prodotto un terribile ingorgo di conflitti fra regioni e stato davanti alla Corte Costituzionale. Certo, nella riforma del titolo V votata a colpi di maggioranza dal centrosinistra venne inserito quella specie di cubo di Rubik costituzionale che ha posto sullo stesso piano Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, muovendo ad amarezza e ira quel grande costituzionalista liberale che fu Vincenzo Caianiello. La riforma della Casa della Libertà non contiene di queste slabbrature del tessuto “resistenziale


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