Dopo 5 anni trascorsi a denunciare, dall’opposizione, il licenziamento politico dei giornalisti “scomodi”, l’Unione, ora al governo, procede a larghi passi alla normalizzazione dell’informazione radio-televisiva.
Prima il “preavviso” dei Ds al TG1 di Mimun, ora il “richiamo” di Iovene, Merlo, Di Lello, Fabris e De Petris al TG2 di Mazza, colpevole di non avere abbastanza magnificato il risultato dell’Unione alle recenti amministrative.

Che quest’ultimo richiamo politico non si traduca in un attacco diretto al direttore del TG2, con il cui lavoro si assicura di “non volere interferire”, ma in una denuncia preoccupata e accigliata al CDA della Rai, non rende meno grave, ma ipocritamente politically correct, e quindi peggiore, l’evidente strategia di normalizzazione “unionista” dell’informazione della concessionaria pubblica.