Gatton-gattoni…

Da welfaretowork.biz

Grandi compiti già dalle primissime ore per questo governo. Revisioni, manovre, denaro che non basta mai, specie per ministeri dei buchi neri come quello della sanità. La vecchiaia di questo paese, tra sanità e pensioni, emerge in queste ore in tutta la sua drammaticità. Debiti sanabili solo con una inversione di tendenza coraggiosa e brusca. Correzioni sull’indebitamento del nostro Paese che si aggirano sui 20 miliardi di euro. Insomma per recuperare il recuperabile e immettere nei “buchi neri” del nostro sistema si effettuano i primi test sull’Irap e tentativi di ridisegnare il percorso di rientro deficit. Ma se sui due allievi del nobel Franco Modigliani, il neo ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa e il governatore della Banca d’Italia non nutriamo dubbi, sulle dichiarazioni del neo ministro del Lavoro, il diessino Damiano, qualche perplessità ci sovviene, lui che pure grandi responsabilità ne avrà. In una intervista rilasciata per il quotidiano La Stampa (18 maggio), il ministro afferma: «Dobbiamo diminuire la precarietàe trasformare il lavoro daflessibile in stabile. Ma i problemi della legge 30 partono da lontano, partono dal "Libro bianco" del 2001. Perché vede, la 30 è operativa solo dal 2004, e sono state introdotte solo alcune delle numerose forme di flessibilità che prevedeva, peraltro recepite assai modestamente dal sistema contrattuale. Mentre col "Libro bianco" è stata eliminata la concertazione e si è corroso quell’elemento impalpabile che si chiama coesione sociale e che per un Paese moderno è anche un fondamento di competitività. Un Paese che non è coeso, non ce la può fare adessere un Paese competitivo. Poi il governo Berlusconi ha eliminato gli incentivi che stabilizzano il lavoro, come il credito d’imposta, che il centrosinistra aveva introdotto. Le dò solo un dato: nel 2001 le nuove assunzioni eranoall’80 per cento stabili. Nel 2005quel dato è rovesciato: sono al 70 per cento precarie. E’ il segno del peggioramento delle regole del mercato del lavoro. Noi dovremo rovesciare queste tendenze». Piccole segnalazioni per monitorare le prime battute del nuovo Governo. Dimenticare che la legge Biagi non funziona perché non correttamente applicata è un pessimo passo per iniziare. Affrontare il tema della diffusa illegalità nell’attuazione delle formule previste nel libro Bianco sarebbe invece salutare, per aprire una stagione politica che sappia davvero guardare ai problemi senza tergiversare su semplificazioni populiste.


Comments are closed.