Cesana: “Forza Italia deve ritrovare lo spirito liberale del 1994″

Intervista a Luca Cesana

da Il Giornale di Lecco, 15 maggio 2006

Lecco(fga). E’ stato presente in Consiglio comunale per tre legislature, poi ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura dal 1994 al 1997, quindi ha trascorso quasi cinque anni sull’Aventino. Ora Luca Cesana, 38 anni, il «papà» del Lecco Arte Festival, torna in campo.
«L’ho fatto soprattutto perché credo nell’esperienza dei Riformatori liberali di cui sono socio fondatore e membro del Consiglio nazionale. Siamo nati come momento di rottura politica dopo l’alleanza di Pannella e Bonino con Prodi, ma anche per fungere da stimolo alla Casa delle Libertà affinché torni allo spirito del 1994, alla rivoluzione liberale e liberista, di cui il nostro Paese ha sempre più bisogno. Uno spirito ripreso nel 2001 da Berlusconi ma che si è concretizzato solo in parte per colpe attribuibili a un contesto generale di crisi e al freno di una parte degli alleati. A noi piace il Berlusconi visto al Congresso Usa, all’assemblea di Confindustria a Vicenza, nell’exploit dell’ultimo testa a testa con Prodi. A noi piace il Cavaliere che smette di fare politica e che fa la rivoluzione liberale».
Difficile realizzare questi obiettivi visto la vittoria del centrosinistra…
«La sinistra ha vinto grazie ai brogli. Non ho ancora dimenticato Prodi, circondato da Fassino e Rutelli, che alle 2,30 di notte dell’11 aprile si è autoproclamato vincitore delle elezioni. Ha vinto per lo 0,06% e ha occupato tutto l’occupabile, a partire dalle tre cariche più alte dello Stato, compreso il Quirinale. Se avesse fatto queste cose Berlusconi avrebbero mobilitato le piazze per gridare al golpe… Noi non gridiamo al golpe, ma cercheremo di sfruttare le occasioni del 28-29 maggio e del referendum costituzionale per la ri-vincità del polo liberale».
Veniamo a Lecco. I Riformatori si sono alleati con Forza Italia e lei ha rivendicato un ruolo nel settore della cultura. Vuole fare l’assessore?
«Sono realista, non mi sembra ci siano le condizioni politiche. Innanzitutto devo impegnarmi per essere  eletto. Il mio candidato è Mauro Piazza: farò di tutto perchè accetti. L’assessorato alla Cultura nella prossima Amministrazione sarà strategico: servirà per rilanciare la vocazione turistica di Lecco. Non vedo uno sviluppo vacanziero, vedo un turismo culturale fatto di proposte di respiro nazionale, insomma di un interesse che finalmente vada oltre la città, la provincia. Essendo un collezionista di arte contemporanea darò il mio contributo».
Quali sono le sue idee?
«Penso a grandi mostre di arte contemporanea, strategiche dal punto di vista di una città turistica legata alla qualità dei nostri tempi. Poi penso a tematiche di ampio respiro, a grandi dibattiti e confronti tra Occidente e fondamentalismo islamico. Il Comune non può avere un atteggiamento pedagogico, ma deve stimolare il confronto attraverso personaggi autorevoli come Magdi Allam, Giuliano Ferrara, Luigi Manconi, Giulio Giorello… Bisogna creare pure un evento sull’esempio del Festival della letteratura di Mantova. Il tentativo del “Lecco Arte Festival


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