Sbagliato vedere regolarizzazione delle coppie di fatto come minaccia o alternativa alla famiglia.

Non vi è nulla di nuovo o di clamoroso nelle parole con cui Papa Benedetto XVI ha oggi ribadito la posizione della Chiesa Cattolica Romana sulla centralità della famiglia e sul matrimonio indissolubile.
Dopo le parole del Papa, però, occorre ribadire che il legislatore di una democrazia liberale non deve e non può imporre per via legislativa una visione dei rapporti tra gli individui improntata ad una scelta confessionale.

Le cosiddette unioni “di fatto” rappresentano una scelta libera e consapevole di milioni di italiani, ormai largamente accettata sul piano sociale. Non ha alcun senso ostinarsi a negare, per le coppie omosessuali in particolare, che tali unioni possano disporre di un riconoscimento giuridico così come accade in quasi tutti i paesi europei.
I Riformatori Liberali sono e saranno a favore ad un intervento legislativo che, al di fuori di logiche assistenzialistiche, intervenga per il riconoscimento di diritti fondamentali delle persone vivono in coppie stabili al di fuori del matrimonio. I Pacs non sono un’alternativa o una minaccia alla famiglia tradizionale, ma uno strumento giuridico di buon senso che allarga la sfera dei diritti individuali e del rispetto della libertà delle persone.