Legalità, la Cdl all’attacco

Marotta con Taradash: scandali e camorra, imprenditori messi in fuga

Di Francesco D’Ambrosio

Da Il Mattino del 9 maggio 2006

«A Salerno imprenditori seri hanno difficoltà ad investire perché sottoposti al ricatto di una camorra che obbliga a scendere a patti, a contrattare. Lo scandalo giudiziario che ha investito il Comune dimostra quanto in questa città sia esplosivo il problema-legalità. L’unico sindaco in grado di assicurare trasparenza è l’avvocato e membro del Csm Nino Marotta, al pari di Malvano candidato a Napoli». La gravità delle denunce di Marco Taradash rimbomba quasi fin nella sottostante Portanova. I numeri record di Forza Italia conferiscono al radicale quell’autorevolezza che, sommata allo spirito corsaro, lo portano a liquidare con un’unica battuta i due contendenti opposti: «Anche se De Luca fosse stato un Santo giunto a Salerno per intercessione della Madonna, dopo tanti anni di amministrazione e di affari non dovrebbe avere più l’ardire di riproporsi. Stessa cosa vale per Andria: questo sistema di potere va sbaraccato». Camorra. Taradash scende nei particolari: «Biagio Crescenzo – dice indicandolo – non è riuscito ad investire a Salerno perché ostacolato dalla malavita locale. Ha dovuto trovare altre aree del Paese per i suoi insediamenti, alcuni dei quali spostati anche all’estero». Più tardi l’imprenditore salernitano spiegherà che la scelta di mantenere nell’agro nocerino sarnese solo una parte degli stabilimenti di costruzioni di macchinari per la snocciolatura della frutta (il gruppo è terzo al mondo) «è stata dovuta a ragioni di mercato, anche se la malavita nell’ambiente industriale provinciale esiste…». Taradash torna su temi nazionali denunciando «il tentativo di eversione da parte della sinistra chiaro nell’intervista di Fassino al Foglio con la quale si elencano le priorità politiche del programma del candidato alla Presidenza della Repubblica Massimo D’Alema», poi affermando che «nonostante sia stato sottoscritto dai Riformatori Liberali il programma della Casa delle Libertà, questi lotteranno per l’affermazione dei Pacs e di tutti i temi afferenti alla laicità dello Stato», proponendo «un grande gay pride a Salerno». Chiarito che il patto con Forza Italia è di tipo federativo, cerca crepe tra i petali di una Rosa «in cui militano socialisti per bene ma lontani dalla nostra filosofia: i radicali salernitani allora non possono che votare per Marotta sindaco e per il candidato dei Riformatori Liberali confluito nella lista di Forza Italia, l’avvocato Gian Maria Frattini». «È dal 1997 – dice quest’ultimo – che riteniamo la nostra posizione naturalmente collocata nel centro destra. Da quando ci opponemmo con Gigi Casciello candidato sindaco allo strapotere da assopigliatutto di De Luca, ai metodi di gestione delle società miste, degli Lsu, delle nomine, al monopolio dei meccanismi di sviluppo. Oggi le inchieste fanno luce rendendo onore alle nostre denunce. Dico ai compagni di tante battaglie di legalità che è paradossale immaginarli a votare esattamente il sistema contro il quale si sono sempre battuti». Casciello fa i conti («Marotta matematicamente al ballottaggio»), poi attacca Conte («Chi ha votato per lui al Senato ora non può votare per Andria») mentre l’ex membro salernitano del Csm si dice «orgoglioso di rappresentare tanti giovani» prima di affermare: «Trovo una Salerno enormemente peggiorata rispetto a quanto immaginassi. Igiene, sicurezza, viabilità, presenza delle istituzioni: questa sinistra ha distrutto tutto in quindici anni. Hanno fallito, è arrivata l’ora di mandarli a casa». Sul turismo: «O lo si pensa in grande o è meglio abbandonare l’argomento».


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