Un Corriere di regime e di lotta… continua

Dichiarazione di Peppino Calderisi e Marco Taradash (Riformatori Liberali)Il Corriere della Sera non ha pubblicato neppure una riga sulla conferenza stampa del Centrodestra e dei Riformatori Liberali in cui si rendevano noti e si mettevano a disposizione della stampa i volumi con tutti i dati elettorali rilevati dall’Ufficio della Giunta delle elezioni della Camera dei Deputati. Dati dai quali emerge  una difformità clamorosa: il totale delle schede conteggiate (voti alle liste più schede bianche, nulle e contestate) è superiore al numero di votanti di 23.458, pari allo 0,6 per mille, cioè la stessa differenza di voti tra i due schieramenti. Un difetto di quadratura che impone di prendere atto che il sistema non è in grado di misurare differenze così esigue e che pertanto è necessario procedere al riconteggio di tutte le schede per conoscere con certezza chi ha vinto le elezioni e salvaguardare così la credibilità della democrazia.

Al Corriere non interessano i dati ufficiali della Giunta delle elezioni. Al Corriere interessa invece continuare a dare spazio alle farneticazioni di Deaglio, il quale dopo aver fatto soldi a palate con il suo Dvd anche grazie alla pubblicità del Corriere, annuncia oggi un altro Dvd basato anche questo su notizie false. Deaglio afferma che in cinque province – Como, Udine, Pisa, Catania ed Enna – le schede bianche sarebbero rimaste ai livelli del 2001. La notizia è destituita di ogni fondamento come emerge dai dati della Giunta delle elezioni dai quali si ricava che il calo si è verificato anche qui: Como 0,8%, Udine 1,3%, Pisa 1,0%, Catania 1,5%, Enna 2,1%, in percentuale analoga al resto delle rispettive circoscrizioni.
Ma al Corriere non interessa neppure effettuare questa verifica, non gliene frega niente dell’invito alla professionalità rivolto da Giuliano Amato alla stampa.
Ma il Corriere davvero vuole essere organo di regime e di lotta…continua?

Roma, 30 novembre 2006


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