Recensione di “Lettera ad un amico no global”

Di Liberty First

La "Lettera ad un amico no global" di Alberto Mingardi (codirettore dell’Istituto Bruno Leoni), edito da Rubbettino, offre una breve (170 pagine) e semplice esposizione delle idee liberali su globalizzazione e scuola pubblica. Il libro è scritto espressamente per far riflettere un ipotetico lettore "no global" e fargli conoscere le idee di base del liberalismo. La prima parte del libro è una difesa della globalizzazione. Mingardi riesce a spiegare, con parole semplici, alcuni concetti fondamentali, come la divisione del lavoro, il mercato, lo Stato. Si sorride a vedere l’"estremismo" ideologico dell’autore, che probabilmente riuscirebbe a stupire pure un no global incallito; si sorride, e si pensa alla domanda di Karl Hess: Chi è il vero rivoluzionario e chi il vero reazionario? Il lettore buonista sarà infastidito dalla difesa senza compromessi del libero scambio, del profitto, della libertà del lavoro (anche minorile), e dall’attacco senza remore alle politiche sociali, anti-dumping e protezioniste, e degli aiuti allo sviluppo (definiti "una forma di imperialismo"). Il libro è un arsenale di semplici argomenti da usare per convincere tutti della bontà delle ragioni del liberalismo. La seconda parte è dedicata alla scuola. La scuola pubblica è giustamente accusata di essere uno strumento di propaganda dello Stato, di essere costosa e inefficiente, di non rispettare le preferenze e le diversità tra le persone, di fornire un servizio mediocre. E si critica anche la proposta di molti liberali, consistente nello scimmiottare il mercato con un sistema di voucher, cioè di assegni di studio. Questa proposta, che potrebbe portare un aumento dell’efficienza del settore dell’istruzione, lascerebbe infatti intatto il problema principale della scuola pubblica: il controllo politico sull’istruzione. Il libro è anche pieno di dati che dimostrano che l’alfabetismo è la conseguenza dello sviluppo, e che l’istruzione di base si diffuse a tutti gli strati sociali da molto prima dell’introduzione della scuola dell’obbligo e della scuola pubblica. Anche la laicità della scuola, e l’illusione dell’obbiettività, cadono sotto i colpi della vis polemica dell’autore, che difende il diritto di esprimere i propri convincimenti morali, senza ipocrisie, ma in un contesto di pluralismo che solo il mercato può garantire. Il libro si conclude con una breve ma interessante bibliografia, per chi vuole approfondire. Critiche? E’ difficile, eppure ci provo. La globalizzazione non è solo un fenomeno di mercato, ma anche il risultato "irriflesso" di determinate politiche: occorre sempre tenere a mente che non tutti gli aspetti attuali del processo di globalizzazione sono difendibili, dal punto di vista liberale. Titolo: Lettera ad un amico no global Autore: Alberto Mingardi Editore: Rubbettino Prezzo: 10€ Compralo su bol.it!


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