di Marco Taradash

Da Libero del 19 aprile 2006, p. 15

Esiste ancora la libertà di espressione in Italia? Esiste il diritto di critica? Oppure ogni giudizio non conforme a quello dell’autorità costituita è di per sé una diffamazione e causa di condanna penale? Domande peregrine se in gioco è la politica: basta scorrere un qualsiasi commento di un quotidiano di sinistra su Berlusconi o altri esponenti del centrodestra per tranquillizzarci. Si può dire tutto, ogni insulto, ironia, dissacrazione è lecita (a parti inverse il discorso cambia, è vero, ma non si può avere tutto dalla vita, e poi a destra non sappiamo né leggere né scrivere). Se in gioco c’è la sacralità del Giudice, tutto però cambia. Il Giudice, o il Pm, sono i nuovi cittadini al di sopra di ogni sospetto. A differenza di Cesare Polacco, quello della Brillantina Linetti, Il Giudice Non Sbaglia Mai. E il PM, come il Duce, Ha Sempre Ragione.
Dire di un provvedimento di un Gip che è “inumano