Ft: Della Vedova, allarme giustificato, Prodi conservatore

Serve terapia d’urto privatizzazioni per debito pubblico, come nel programma della CdL

Anche il Financial Times può sbagliare e spesso sbaglia.
L’allarme lanciato oggi dalle colonne del quotidiano finanziario inglese sui rischi di un Governo Prodi per l’economia e la finanza pubblica del nostro paese, però, non và lasciato cadere. Ancor prima che della risicatissima maggioranza al Senato, un governo Prodi sarebbe caratterizzato dalla conservazione economico-sociale di matrice socialista e sindacale in un paese che necessita di proseguire sulla via delle riforme liberali.

Una maggioranza condizionata in modo decisivo da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Correntone DS finirebbe inevitabilmente per riprodurre gli errori statalisti e antimercato che sono la causa delle difficoltà europee e italiane e non potranno in alcun modo esserne i rimedi.
Quanto ai conti pubblici, il programma della CdL contiene una indicazione precisa sull’unico modo in cui sia possibile incidere in modo radicale ed in tempi ragionevoli per la sua drastica riduzione: la valorizzazione e cessione al mercato di una parte consistente dell’”attivo del bilancio pubblico”, cioè il patrimonio mobiliare ed immobiliare dello Stato e degli enti locali.
Prodi saprebbe impegnarsi in un piano di privatizzazioni e cessioni del patrimonio pubblico? Difficile; anzi,impossibile.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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