Welby: Della Vedova, Ideologico l’atteggiamento di Fini, occorre realismo e misura

Le dichiarazioni rilasciate sul caso Welby da Gianfranco Fini dimostrano quanto grande (e in fondo, comprensibile) sia il rischio di affrontare il problemi posti dal caso Welby con riflessi ideologici automatici a astratti, che non guardano con realismo e misura alle situazioni di fatto.
Il caso Welby va secondo me rubricato – in modo paradigmatico – nel problema più generale del consenso informato e della possibilità, che il nostro ordinamento in linea di principio riconosce, di rifiutare trattamenti che il paziente ritenga di non potere e non volere più sopportare, in questo modo anticipando il momento di una morte comunque prossima e irreversibilmente iscritta nell’evoluzione della malattia.
Welby non è un aspirante suicida, ma un paziente terminale che intende revocare il consenso ad un trattamento sanitario che ritiene puramente afflittivo.

Questa è l’analisi del documento pubblicato quest’oggi dal Corriere della Sera e sottoscritto da un gruppo di deputati di Forza Italia, fra cui gli ex Ministri Antonio Martino e Stefania Prestigiacomo (che per un mero errore di trascrizione non risulta nell’elenco dei firmatari).
Nel documento, si legge infatti con grande chiarezza: “L’eutanasia di Stato (quale quella “coattiva” che in alcuni ordinamenti europei ha preso pericolosamente piede) e la “terapia di Stato” (quale quella che burocraticamente viene inflitta a pazienti che non sono materialmente in grado di sottrarsene) sono due facce della stessa medaglia e poggiano entrambe sul medesimo fondamento: cioè sull’idea che la libertà di scelta non spetti al paziente, ridotto ad oggetto delle decisioni altrui.”


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

Comments are closed.