Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali – Radicali per le Libertà

Il voto di domenica e lunedì servirà prima di tutto a determinare la coalizione vincente, quella di Silvio Berlusconi o quella di Romano Prodi.
In questi cinque anni il governo poteva e doveva fare di più in termini di riforme liberali e liberiste. Ciò detto, non si può fingere di non vedere che in politica estera si è mantenuta, con coerenza, una politica filoatlantica tanto importante per i radicali, mentre il centrosinistra, con non poche contraddizioni, chiedeva in continuazione che l’Italia abbandonasse l’Iraq, ricusando l’alleanza con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.
Sui temi economici, lo ripeto, si poteva e si doveva fare di più, ma la riduzione delle aliquote Irpef, la riforma Biagi, la riforma delle pensioni sono tutte riforme importanti e nella direzione giusta, riforme ideologicamente avversate dal centrosinistra che si ripromette di cancellare.
Sulla scuola e sull’università la riforma Moratti ha avviato un processo di modernizzazione e di, seppur parziale, attacco ai poteri corporativi, che hanno fin qui dominato il sistema dell’istruzione e della formazione.
Mi lascia senza parole, a questo proposito, il continuo richiamo della Rosa nel Pugno alla difesa della scuola pubblica, disegnata in Italia dal sindacato e da governi ad esso subalterni, modellata ad uso e consumo degli insegnanti e non degli studenti. Al richiamo “scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica