La campagna elettorale si chiude con un duplice scontro sulla par condicio e sulle tasse. In entrambi i casi, la posizione della Casa delle Libertà e di Silvio Berlusconi è senza dubbio più liberale.
In particolare sulle tasse da una parte abbiamo l’impegno puntuale all’abolizione dell’Ici sulla prima casa e alla riduzione al 12,5% dell’aliquota sugli interessi dei depositi in conto corrente, dall’altra l’annuncio, mai smentito da Prodi, di voler tassare al 20% tutti i “redditi da capitale”, che implicherebbe una stangata da 6 miliardi di euro sulle famiglie italiane.

Gli elettori liberali e radicali non potranno che tenerne conto nella scelta tra l’Unione di Prodi – segnata indelebilmente dall’antiamericanismo e dalla conservazione economico-sociale di marca sindacale e postcomunista, nonché dal sostegno al corporativismo della magistratura- e la Casa delle Libertà di Berlusconi – caratterizzata, al contrario, pur tra mille contraddizioni, da un’impostazione filoatlantica della politica estera, garantista e più liberale in economia -.
Sui temi “eticamente sensibili”, che non fanno parte degli accordi di Governo, i Riformatori Liberali – Radicali per le Libertà rappresenteranno le posizioni dei tanti liberali e laici che scelgono convintamente il centrodestra, ma che, solo per fare un esempio, credono alla necessità di arrivare al più presto alla legalizzazione delle coppie di fatto, in particolare quelle omosessuali.