La marcia dei Suviet

Intervista a Marco Taradash su Il Giornale di SiciliaDa tutt’Italia a centinaia a Roma per contestare una legge punitiva e ideologica

ROMA. Arriva il superbollo per i Suv, gli «sport utility vehicles», insomma tutti quei fuoristrada molto utilizzati anche in città e Marco Taradash, portavoce dei Riformatori liberali (l’ala liberale, liberista e libertaria della CdL) lancia i «Suviet» di protesta che, parole sue, «sono i Suv incazzati e terribili».
L’obiettivo è una grande manifestazione a Roma, «burina e libertaria», di tutti i suvisti da ogni parte d’Italia, naturalmente in 4×4, per contestare una legge, aggiunge, «cretina, punitiva ed ideologica».
Onorevole Taradash, i “Suviet”, dunque.
«Certo, e stanno arrivando adesioni a centinaia. L’idea nasce da un preciso giudizio politico su questa misura. Vede, ogni governo ha il diritto di svolgere politiche economiche che ritiene redistributive e di sviluppo, ma questa cosa non c’entra niente. Il superbollo anti suv è una semplice persecuzione di una categoria di cittadini in base ad un pregiudizio ideologico e cretino».
Il suv inquina.
«Inquina come qualunque automobile in rapporto alla sua cilindrata e alle sue caratteristiche. Perché una Porsche non inquina? E una Ferrari?Allora la logica sarebbe stata tassare tutte le auto di una certa cilindrata, o non so, tutto ciò che produce una certa quantità di emissioni. Qui invece la logica
è tutt’altra».
È che il suv ingombra, soprattutto nei centri storici, dove non è che serva a molto il 4×4.
«E che c’entra? Allora tassiamo tutte le auto più lunghe di quattro metri. Trovate una logica che vale per tutti e allora io ci sto. Ma così no, perché la verità è un’altra: quello che veramente si vuole è punire il proprietario del suv per quella che rappresenta».
Una categoria sociologica?
«Chiaro. Per la sinistra il proprietario del suv è uno che ha fatto i soldi ed è un po’ burino. Peggio, è uno il cui padre faceva 1’operaio, e poi lui, ai primi soldi, ha tradito la classe lavoratrice e si è fatto il macchinone. È uno da rieducare per aver abbandonato il proletariato. Il superbollo è il gulag della trazione integrale. Il suo proprietario va rieducato culturalmente. E contro quest’idiozia che protestiamo».
E allora fondate i soviet e arrivate tutti a Roma, sui macchinoni, davanti Palazzo Chigi. «Certo, è proprio questa l’idea. Una protesta liberale, libertaria e naturalmente burina, davanti a Prodi e alla sede del governo. A migliaia da tutt’Italia. Per il diritto di spendere i nostri soldi come ci va, senza nessuno che cerchi di rieducarci o di punirci perché ci giudica cafoni o nuovi arricchiti».
Renato Giglio Cacioppo


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