Ici: Della Vedova, da Berlusconi proposta opportuna e praticabile, ridurre spesa pubblica

Eliminare la tassa patrimoniale sulla prima casa degli italiani, l’ICI appunto, è una misura opportuna che va incontro alle esigenze di milioni di proprietari (di tutti i ceti sociali) dell’abitazione di residenza.
L’abolizione dell’ICI sulla prima casa è inoltre una misura perfettamente praticabile, dal momento che essa rappresenta circa il 25% del gettito complessivo dell’imposta per circa 2,5 Miliardi di Euro (un quarto, dunque, dell’ammontare del taglio di cinque punti percentuali al “cuneo fiscale”).

La compensazione ai comuni potrebbe venire da una compartecipazione al gettito dell’imposta sul reddito nell’ambito della riforma per il federalismo fiscale e, in particolare, dalla compartecipazione, anche maggiore di quella prevista nell’ultima finanziaria, al gettito delle imposte evase dai contribuenti e accertate e riscosse dai comuni stessi. Quest’ultima misura potrebbe rappresentare (ben più della minaccia delle manette) un vero salto di qualità, decisamente ben incentivato, nella lotta all’evasione.
Prioritariamente ad ogni azione di riordino del peso fiscale e di distribuzione del potere impositivo fra stato, regioni e enti locali, occorre comunque intraprendere un’opera di riduzione della spesa pubblica, sia nazionale, sia locale, senza la quale non è possibile alcuna misura di risanamento finanziario né rispetto al deficit, né rispetto al debito.

Se l’abolizione dell’Ici sulla prima casa è assolutamente praticabile, la vera bomba contro i conti pubblici è la proposta di Fassino di abolire il cosiddetto scalone per l’entrata a regime della riforma previdenziale. Lo scalone, quando la riforma era approvata, era discutibile proprio perché differiva eccessivamente nel tempo le misure di correzione del deficit previdenziale. Differirlo ulteriormente, significherebbe privare la riforma di qualunque incidenza e significato.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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