Finalmente Fassino scopre le carte dell’Unione: aumento, in un sol colpo, del 60% delle tasse sul risparmio degli italiani.
La riduzione delle aliquote sui conti correnti bancari e postali è opportuna, ma non è una notizia rilevante. La vera notizia è l’incremento dal 12,5% al 20% della tassazione, come dice Fassino, di tutti i “redditi da capitale”; quindi: bot, obbligazioni, fondi di investimento e, immagino, prodotti assicurativi.

Così si colpisce il risparmio popolare e si penalizza il sistema finanziario italiano il cui sviluppo e potenziamento si invoca, ad ogni pie’ sospinto, anche in prospettiva della competizione internazionale.
In un paese con un debito pubblico come quello italiano questa mossa rappresenta un pericoloso azzardo. Se, in questi giorni, i risparmiatori italiani decidono di investire all’estero, chi potrà biasimarli?