La smentita è una notizia data due volte: a questa regola non fanno eccezione i maldestri tentativi di dietro front di Prodi e compagni sulla tassazione del risparmio e della casa.
L’arma finale che doveva suggellare uno storico accordo corporativo tra sindacato e Condindustria, cioè il taglio del cuneo fiscale di 5 punti nei primi cento giorni, si è rivelata per quella che era: il tentativo di impartire una tosatura storica ai risparmiatori e ai propietari di case.

Oggetto dell’avidità fiscale dell’Unione non sarebbero i “furbetti” o i “Consorte”, che hanno i loro patrimoni e loro plusvalenze ben riparate all’estero, ma milioni di italiani del “ceto medio”, che nei decenni hanno comprato la casa e titoli di Stato. Gli unici, insomma, tassando i quali si può garantire il gettito previsto da Prodi.