Appare sempre più ancronistica un’associazione che pretenda di rappresentare in un unico vertice tutte le imprese di tutti i settori: pubbliche o private, grandi o piccole, interamente domestiche o internazionalizzate, presenti in settori tradizionali o innovativi, assistite o autosufficienti.

In questo contesto, i vertici di Confindustria non possono che cercare di imporsi come “terza camera”, alla stregua del sindacato, e divenire controparte politica: solo così possono giustificare il proprio ruolo.
Lo scontro di Vicenza tra il Presidente Berlusconi e una parte del vertice di Confindustria ha mostrato proprio questo.

Non esite oggi, se mai è esistito, un solo “mondo delle imprese”, come non esiste un solo “mondo del lavoro”. Per il bene dell’economia italiana, è necessario superare il mito corporativo della concertazione: meno Sindacato, meno Confindustria e più mercato.