“Wanted”: si avvia verso il terzo mandato. Facciamogli capire che è finito il tempo dei Soviet

Di Pasquale Annicchino

Tatsiana Khoma ha 21 anni, da poco era stata eletta come rappresentante presso l’ESIB, l’organizzazione Europea che raggruppa i vari sindacati studenteschi. Ma pochi giorni dopo la sua elezione, si è vista notificare dalla Belarus State Economic University una lettera di espulsione dall’università per aver partecipato al meeting “Higher Education and European Citizenship” senza informare preventivamente la sua università. Nonostante le pressioni di rettori e presidi di alcuni paesi europei Tatsiana è stata letteralmente “sbattuta fuori” dalla residenza universitaria che condivideva con altri studenti ed il preside della sua università ha giustificato l’espulsione dicendo che sono state semplicemente applicate “le leggi bielorusse per ciò che concerne l’educazione”. Non contento, il rettore V. Shimau ha anche sottolineato come Tatsiana fosse solo la cinquantunesima studentessa espulsa nel 2005 per questi motivi e che quindi non si trattava di una misura “ad hoc”. Tutto questo accade in Bielorussia, dove Alexander Lukashenko si avvia ad essere eletto presidente per la terza volta, dopo essersi fatto votare il prolungamento del mandato e dopo aver cambiato la legge che gli impediva di candidarsi per la terza volta. Dichiara le ragazze bielorusse patrimonio dello Stato, sbatte in carcere i pochi che tentano di opporsi al suo regime, per evitare il plebiscito allenta la corda così da garantire una minoranza soft ed assicurarsi un parlamento che si limiti a ratificare.. Da parte sua ha una economia che galoppa a ritmi da tigri asiatiche, ma il gioco vale la candela?


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