Nel confronto televisivo di ieri sera, Silvio Berlusconi ha giustamente richiamato l’attenzione sul fatto che la coalizione guidata da Romano Prodi, al di là dei proclami del Professore, sarà caratterizzata per il 20% da parlamentari della sinistra massimalista, statalista e antiamericana. Forse Berlusconi ha fatto anche un piccolo “sconto” a Prodi, non mettendo nel conto dei conservatori una parte di deputati e senatori diessini, quelli alla Salvi e alla Mussi.

La replica di Prodi sul fatto che Bertinotti sia “uomo d’onore” prescinde dalla politica e non è attendibile: Bertinotti vuole cose diverse – sulle tasse e sulla Tav, ad esempio – da quelle che Prodi dice di volere.

Ci aspettiamo che nel prossimo dibattito televisivo il Presidente del Consiglio, dopo avere ieri rivendicato puntigliosamente le cose fatte, incalzi il candidato del centrosinistra sul fronte della libertà e della responsabilità degli individui come ispirazione principale per il futuro del centrodestra e come discrimine nei confronti della “macchina da guerra” di ispirazione statalista guidata da Prodi.