I delusi Taradash e de Luca reagiscono diversamente

Il Pli va da solo ed i Riformatori Liberali con la Cdl

Intervista a Marco Taradash

Di Ruggiero Capone

Da L’Opinione del 9 marzo 2006, p.2

C’è amarezza tra l’area liberale che sostiene il progetto di Silvio Berlusconi. Infatti, se circa un mesetto fa si potevano considerare blindate e chiuse le candidature dei partiti minori nel centro-destra, invece lunedì scorso, all’atto della chiusura delle liste, mancavano i nomi dei leader di molte formazioni. I casi emblematici per l’area liberale sono rappresentati dalla non presenza in lista sia di Stefano de Luca (segretario del Pli) che di Marco Taradash (portavoce dei Riformatori Liberali – Radicali per le Libertà). E nemmeno il forte ringraziamento di Sandro Bondi (coordinatore di Fi), per un appoggio che comunque sarebbe gradito, pare abbia sedato gli animi di molti esclusi dalla liste. E mentre Stefano de Luca s’è dichiarato in rotta di collisione, invece Marco Taradash non ha nascosto di voler coerentemente mantenere la rotta tracciata dalla Casa delle Libertà.
“Il Partito Liberale Italiano non intende ulteriormente avallare i falsi liberali della Casa delle Libertà, che finiranno per consegnare l’Italia alla coalizione della sinistra – esclama de Luca -. Una legge elettorale antidemocratica ed incostituzionale, che consente l’assegnazione dei seggi in base alla fedeltà anziché al consenso popolare, ha riportato l’Italia all’epoca delle investiture medioevali. Con la forza economica e l’occupazione di posti chiave, Forza Italia ed i suoi alleati perseguono esclusivamente un cinico disegno di potere. Dopo aver sollecitato ed ottenuto la dichiarazione di collegamento dei liberali nell’alleanza, sono state boicottate le liste del Pli, che avrebbe svolto il ruolo di coscienza critica e di garante della realizzazione di politiche liberali. Anche il diritto di tribuna parlamentare – continua il segretario del Pli -, offerto e solennemente proclamato da Berlusconi e confermato da Bondi innanzi all’intero Consiglio nazionale del Pli, non è stato mantenuto. dopo aver raccolto la dichiarazione di accettazione di candidatura in bianco, privando così il partito persino della candidatura del suo segretario nazionale. I liberali non possono che scindere la propria responsabilità da una coalizione che si qualifica esclusivamente per il poco decoroso spettacolo della disputa personalistica tra i propri leader, che non è altro che il preludio della disastrosa gestione cui il paese sarebbe destinato in caso di una eventuale vittoria elettorale. Con le modeste forze, rappresentate dalle poche liste presentate, il Pli si porrà come autonoma alternativa liberale – chiosa de Luca – sottolineando come la questione morale non possa non prevalere su quella politica”.
Di diverso avviso il portavoce dei Riformatori Liberali – Radicali per le Libertà, Marco Taradash.
“C’erano stati accordi con la Cdl già dal luglio 2005 – spiega Taradash – per progettare un percorso comune tra noi e Forza Italia, che doveva portare ad una rappresentanza significativa dei Riformatori Liberali nel centro-destra. E questo per rafforzare il peso dei liberisti e, nel contempo,offrire un’alternativa a chi non voleva seguire Pannella nell’Unione. E questo percorso è stato consolidato una settimana fa da un accordo, in cui venivano previsti tre eletti certi ed un quarto incerto. Non è andata così – continua il portavoce – ed oggi abbiamo manifestato la nostra delusione. Del resto una delusione comune a molti, ma che non credo vada manifestata ricorrendo ad armi improprie. Rimango fortemente convinto della serietà del nostro discorso. Infatti il nostro progetto non s’interrompe perché Forza Italia s’è smarcata dagli accordi. Sono convinto del fatto che l’Italia necessiti d’una significativa area liberale e laica, e che l’elettorato voglia una rappresentanza più efficace di quella che al momento riesce ad ottenere – sottolinea Taradash -. Noi abbiamo fatto una scelta politica di campo, ed il fatto che l’accordo non sia stato mantenuto non muta le ragioni della scelta. Da pare nostra c’è la convinzione che il successo di Prodi riproporrebbe la ricostruzione di tutte aree protette confindustriali, e di tutti i poteri finanziari, anti-mercato. Ecco perché sostengo il progetto della Casa delle Libertà – chiosa il portavoce – antitetico all’Unione di Prodi”.


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