Più garanzie nella Cdl, per gli ideali dei radicali

Di Dimitri Buffa
Da L’Opinione del 4 marzo 2006, p. 2
“Sarà dura per Pannella il dover convivere in una maggioranza in cui le persone di primo piano come Diliberto o Bertinotti o Pecoraro Scanio potranno imporre la propria visione del mondo anti americana in politica estera o porre degli aut aut in economia ad esempio sulla legge Biagi. Per noi nel centro destra invece le scelte di fondo del governo non sono in discussione. E sulle libertà civili sarà il Parlamento a decidere non l’esecutivo, d’altronde nel programma di Prodi tutta questa difesa della laicità dello Stato io non la vedo.” Benedetto Della Vedova, uno dei leader della neonata formazione, in questa intervista sui futuri assetti della politica italiana dice parole chiare e forti.
Della Vedova, giudicare dal silenzio stampa di cui godete attualmente si direbbe che il vero testimone ideale delle lagnanze pannelliane sul
conoscere per deliberare e sulla conventio ad excludendum dovreste essere voi ad averlo. E così?

“La scelta di Pannella di schierarsi con la sinistra gli ha spalancato le porte della stampa scritta, a partire dal Corriere della Sera che oramai da settimane sta facendo una vera e propria campagna di promozione della Rosa nel pugno all’interno dell’Unione. Si tratta di una stampa che ha referenti noti nel potere confindustriale e bancario. Per noi, al contrario, nei giornali che fanno riferimento al centro destra lo spazio è molto esiguo. Sembra vivano la centralità dell’iniziativa berlusconiana in maniera assoluta e sottovalutino le iniziativepolitiche come quelle dei Riformatori Liberali – Radicali per le Libertà”.
Vi accusano di essere delle foglie di fico di uno schieramento arroccato su una politica clericale e proibizionista. Come rispondete?
“La sostanza del programma di governo della Cdl è senz’altro più liberale. E il mio giudizio sui cinque anni di governo appena passati è nettamente positivo dal lato della politica estera, dove mi riconosco nell’attuale orientamento dell’Italia nel mondo, vicina all’America e a Israele e promotrice della democrazia nel mondo (l’unica riserva è su Putin). Sulla poltica economica dico che si poteva fare di più, ma riconosco che tanto che alcune cose importanti (sul lavoro, le tasse e le pensioni, ad esempio) sono state fatte: quelle che l’Unione vuole cancellare. Così come sono un fautore della riforma Moratti sulla scuola e trovo conservatrice e statalista la polemica sui soldi alle scuole private aperta da Boselli e Bonino della Rosa nel pugno: io sono per la competizione tra scuola pubblica e privata e per contratti che consentano di pagare di più gli insegnanti bravi e licenziare quelli incapaci”
Poi però ci sono le noti dolenti: il clericalesimo, il proibizionismo, i teo con all’amatriciana..
“Sui temi di coscienza l’accordo con Berlusconi è chiaro: se ne occuperà il Parlamento non il governo. Ciò detto la nostra posizione favorevole ai Pacs (senza assistenzialismi), a partire da quelli per le coppie di fatto omosessuali, è chiara, come quella contro questa legge proibizionista sulla droga voluta da Fini. Su questi temi avremo libertà di iniziativa parlamentare. Diverso è dovere convivere in una maggioranza in cui persone di primo piano come Diliberto o Bertinotti o Pecoraro Scanio potranno imporre la propria visione del mondo anti americana in politica estera o porre degli aut aut in economia ad esempio sulla legge Biagi. Quelle sono scelte di fondo per il Governo.
D’altronde nel programma di Prodi tutta questa difesa della laicità dello stato io non la vedo. Anche Berlusconi ha dichiarato pubblicamente di essere favorevole a un riconoscimento di diritti per le coppie di fatto tutelati dal codice civile..più o meno come nel programma dell’Unione.
Insomma il pensiero liberale e il marchio radicale saranno più tutelati da tre o quattro di voi nel centro destra che da una ventina di deputati e senatori della Rosa nel pugno nel centro sinistra?
Non voglio dire questo. Però è chiaro che il nostro impegno liberista e laico – radicale – non sarà in discussione, nella maggioranza o all’opposizione. Per tutta la legislatura.
E se la maggioranza a Camera e Senato non dovesse essere chiara non ci sarebbe qualche incentivo a riunirsi di nuovo tra Radicali, di destra e di sinistra, in Parlamento?
Se non è chiaro chi ha vinto, piuttosto che pasticci o grandi coalizioni meglio tornare a votare.


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