“Le parole del neo presidente di Bankitalia Mario Draghi richiamano con decisione alle due emergenze dell’economia italiana: il recupero di produttività per rimanere competitivi e l’emergenza debito pubblico.”

“Sul primo punto, come abbiamo visto in questi giorni, un eventuale Governo Prodi/Epifani rischierebbe di mettere il nostro paese sulla china sbagliata, quella della difesa a oltranza del Contratto Colletivo Nazionale e del conservatorismo in fatto di flessibilità del mercato del lavoro (“superamento” della Legge Biagi).”

“Per quanto riguarda il debito pubblico, l’unica terapia d’urto necessaria e possibile è quella della valorizzazione e della cessione dell’”attivo”, cioè del patrimonio pubblico dell’amministrazione centrale e di quelle locali. Difficile che queste misure, contenute nel programma della Casa delle Libertà, possano essere adottate da un Governo ipotecato dalla CGIL e dalla sinistra statalista post o neo comunista.”