Radicali Liberi (di scegliere)

Odiano il politically correct come le leggi antifumo e hanno deciso di correre con la Casa delle libertà.

di Paola Sacchi

da Panorama del 3 marzo 2006, p. 57
Il premier Silvio Berlusconi, che detesta il fumo forse più dell’aglio, quando li riceve si sorbisce senza batter ciglio sigari e sigarette che loro disinvoltamente si accendono. Ma senza il fumo che «Radicali liberi» sarebbero? Benedetto Della Vedova, Marco Taradash, Peppino Calderisi e Carmelo Palma autoironicamente si sono definiti così in un manifesto dove assicurano che i «Radicali liberi fanno bene alla Casa delle libertà». Come Riformatori liberali, il loro vero nome, si presenteranno alla Camera, nelle liste di Forza Italia. Taradash già annuncia tra le prime battaglie anche quella «contro gli eccessi della legge Sirchia».
E, visto che il politically correct è una categoria che sta a loro come i gatti stanno ai cani, non proibirebbero nemmeno all’ex ministro leghista Roberto Calderoli lo striptease per mostrare l’incandescente maglietta, «a patto però che lo facesse da cittadino, che ha tutto il diritto di battersi contro il fondamentalismo islamico. Farlo da ministro è stata invece una cavolata».
«Siamo noi la vera novità della Cdl» dice Della Vedova, economista, fautore delle ricette thatcheriane, una vita passata nel Partito radicale, fino al divorzio di luglio con Marco Pannella ed Emma Bonino, che hanno preferito l’alleanza con Romano Prodi. I Riformatori liberali hanno scelto di andare controcorrente come i salmoni (il loro simbolo elettorale) schierandosi con la Cdl «quando i sondaggi la davano sotto del 10 per cento» ricorda Della Vedova. Il quale spiega: «Un nuovo governo Berlusconi è essenziale per completare le riforme liberali e liberiste. America, mercato, individuo sono i temi, con i quali contenderemo a Pannella il voto dei tantissimi radicali che non possono riconoscersi in uno schieramento dove c’è chi grida “Cento, mille Nassiriya” ».
Caustico Taradash: «Quando Marco Pannella ed Emma Bonino danno dell’antidemocratico a Silvio Berlusconi rischiano di apparire come Michele Santoro e Marco Travaglio». E Calderisi, che è anche il numero due dell’ufficio elettorale di Fi: «Marco minacciava l’esilio se avesse vinto Prodi, ora è diventato il cocco dei poteri forti alleati con 1’Unione».
Al Senato con i Riformatori liberali si candiderà anche Fauzia Colletti, vedova di Lucio, il filosofo che nel 1996 fu eletto da Forza Italia con una pattuglia di professori liberali.


Comments are closed.