Stato “alla francese

Di Marco Taradash

Dopo l’ennesima impuntatura sciovinista francese sull’opa Enel, l’Italia non faccia l’errore di rivalutare l’italianità. Il costo per l’economia italiana sarebbe insostenibile. Il totem dell’italianità, cui ha voluto immolarsi il governatore della banca d’Italia, ha prodotto, oltre che illegalità, l’impoverimento delle strutture produttive del paese e l’isolamento delle nostre imprese dai grandi mercati internazionali. La Francia può permettersi di tradire la logica del mercato unico europeo, e di giocare una partita solitaria di potenza contando da una parte sulla gestione diretta da parte dello Stato di imprese robuste e protette dalla concorrenza, dall’altro sulla tutela statale dei settori ritenuti di interesse strategico (dall’energia alla grande distribuzione fino all’industria cinematografica). L’Italia, che ha una struttura economica completamente diversa, debole nella grande impresa, forte, ma in difficoltà, nella piccola e media, ha assolutamente bisogno di aprirsi al mercato dei capitali, delle tecnologie e del management internazionale.Da noi, nonostante i tentativi del governo Berlusconi, il governo dell’economia resta di fatto nelle mani di un parastato di più o meno recente costituzione formato dall’intreccio fra le perenni oligarchie sindacali e il blocco delle grandi aziende deficitarie, ma protette dalla rendita; imprese senza rischio in cui si sono riciclati, all’epoca delle grandi privatizzazioni, i capitalisti senza capitale che dominavano l’industria italiana. L’economia per giunta è ancora frenata da vincoli protezionistici di ogni genere sul mercato interno, da un eccesso di burocrazia a ogni successivo livello dello stato, da una pletora di strumenti assistenziali diretti alle imprese e al mondo del lavoro. E’ un modello di sottosviluppo, refrattario all’innovazione e al rischio, che ha bisogno di uno shock liberista per rimettersi in movimento e tornare competitivo.

Antonio Martino ha scritto sul Focus dell’Istituto Bruno Leoni che la mossa del governo francese, che ha bloccato l’Opa di Enel su Suez, di fatto nazionalizzando quest’ultima, è ispirata da una logica nazionalistica vecchia di secoli perché la nazionalità del proprietario di un’azienda è assolutamente irrilevante: “quello che conta per gli acquirenti del suo prodotto, per gli azionisti e per i dipendenti, è che abbia dimensioni economiche, che sia gestita efficientemente, e sia, quindi, in grado di dare ai consumatori un buon prodotto a prezzi contenuti, agli azionisti dividendi e crescita del valore delle azioni, ed ai dipendenti compensi adeguati e prospettive di stabilità dell’impiego


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