E questa sinistra ci fa paura

Intervista di Lanfranco Palazzolo a Marco Taradash
Da La Voce Repubblicana del 21 febbraio 2006, p.2
Marco Taradash, Riformatori Liberali, vuole attrarre il suo particolare elettorato all’interno del centrodestra.
Vogliamo raccogliere i voti dei radicali che non desiderano far vincere Romano Prodi.
Lo spiega alla “Voce” Marco Taradash dei Riformatori liberali.

Marco Taradash, qual è il ruolo e il peso dei Riformatori liberali nell’alleanza della Casa delle Libertà?
“Io credo che possiamo dare un contributo elettorale, come Riformatori liberali, a cui abbiamo aggiunto per le liste al Senato il termine Radicali per le libertà. Noi ci rivolgiamo ad un elettorato che oggi è in parte sfiduciato nei confronti della Casa delle Libertà e non ha ancora deciso se andare a votare; oppure ad un elettorato che ha guardato con sorpresa o diffidenza lo schierarsi dei Radicali italiani con la sinistra e con Romano Prodi. Credo che noi possiamo agire su questo elettorato con efficacia, a differenza delle altre forze della Casa delle Libertà che hanno aree di riferimento proprie e tradizionali distanti da quelle a cui ci riferiamo noi”.
E’ rimasto sorpreso dal recupero della Casa delle Libertà in queste ultime settimane?
“La distanza di dieci punti che era indicata un mese, un mese e mezzo fa, era assolutamente irrealistica. Ma corrispondeva ad un deficit di comunicazione da parte di Berlusconi, sia come presidente del Consiglio che come leader di Forza ltalia. Non c’è alcuna ragione perché il centrosinistra vinca le elezioni. L’ Unione non ha alcun merito da portare con sé. I demeriti sono solo della CdL. Ma io non credo che i demeriti dell’alleanza di centrodestra siano tali da far vincere la coalizione di Prodi. Credo che l’operazione comunicazione di Berlusconi abbia, se non altro, restituito agli italiani la conoscenza di quanto il Governo ha fatto, Fino ad un mese e mezzo fa, sulla grande stampa italiana circolava la voce ‘leggi ad personam’; adesso Berlusconi ha fatto capire con serietà e senza creatività politica, senza ‘invenzioni’ di creatività politica, che sono state fatte molte cose e che su quelle cose ci dovrà essere il giudizio degli elettori”.
Che cosa la preoccupa più della sinistra e di quella parte della sinistra che abbiamo visto in piazza a Roma sabato?
“Di quella sinistra mi spaventa tutto. Se Roberto Calderoli ha fatto una bischerata indossando la maglietta con le caricature di Maometto, la sinistra ha fatto una vera e propria mascalzonata andando in piazza contro Israele a difesa di un gruppo terrorista come Hamas (che ha vinto le elezioni in Palestina, ma che resta terrorista), bruciando oltrettutto le bandiere americane, danesi, israeliane. E’ una sinistra che fa paura. E’ indecente portare quella sinistra, non tanto in Parlamento, quanto al Governo. Questo è il progetto e la necessità di Romano Prodi”.
Perché gli ideali radicali sono inconciliabili con questa sinistra impresentabile?
“E’ la sinistra che è inconciliabile con quegli ideali. Dato che la Rosa nel Pugno contribuirà in modo importante alla eventuale vittoria di Prodi, credo che sia un grave errore stare da quella parte.


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