Calderoli – Taradash: “Indignazione per l’apertura dell’indagine”

Dichiarazione di Marco Taradash, Portavoce dei Riformatori Liberali

“Il ministro Calderoli ha sbagliato a indossare la maglietta con le vignette danesi sull’Islam. Ma il suo unico sbaglio è stato di aver coinvolto nella sua azione la responsabilità del Governo, non di esibire (per 2 secondi!) una maglietta che di per sé è un simbolo delle libertà di espressione e un segno della differenza fra la parte libera del mondo e quella sottomessa alla dittatura del fanatismo e del terrore.
Che ora una Procura della Repubblica decida di indagarlo per vilipendio della religione è un fatto che suscita indignazione. Non dico stupore perché in un paese dove vengono assolti perché il fatto non costituisce reato persone che hanno istradato kamikaze in Irak, e fornito assistenza a gruppi che si propongono di uccidere civili e militari impegnati in una missione di pace, è normale che possa essere indagato e domani condannato chi, come Calderoli, denuncia simbolicamente il terrorismo internazionale.
La procura di Roma, così attenta all’abbigliamento intimo di Calderoli, ha preso qualche iniziativa verso la mascalzonata compiuta da chi ha manifestato in sostegno dei terroristi che vogliono cancellare Israele dalla carta geografica, ha gridato slogan omicidi, ha bruciato le bandiere di paesi liberi e amici? Non me l’auguro, perché preferisco vivere in un paese che consente l’uso estremo della libertà di espressione, ma mi chiedo quale criterio guidi l’azione della magistratura.
Dai palazzi di giustizia del nostro paese arriva infatti un messaggio univoco: viva, prosperi e si diffonda senza intralci giudiziari il nazi-islamismo, e il comunismo riciclato in terrorismo islamico. E invece forca e censura a chi li combatte


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