Riformatori Liberali e Cdl: vicino l’accordo

Da L’Indipendente di Riccardo Paradisi
martedì 14 febbraio 2006 pag. 3

Radicali liberi. Il movimento di Della Vedova, Taradash, Palma e Calderisi verso la seconda assemblea nazionale

Probabile una lista autonoma al Senato e quote in Fi alla Camera. Bondi: «Sono coerenti»

BISOGNA ASPETTARE l’esito dell’assemblea nazionale in programma sabato e domenica prossima all’Hotel Ergife di Roma per capire come si presenteranno alle elezioni del 19 aprile i Riformatori Liberali, i radicali cioè che hanno scelto il centrodestra e detto “no” all’alleanza con Prodi decisa dalla direzione nazionale del Partito Radicale. Dove la parola d’ordine sembra ormai «Saremo i giapponesi di Prodi», e questo malgrado finora i samurai della Rosa nel pugno abbiano ottenuto ben poco ai tavoli del centrosinistra. Il quadro che si prefigura per i radicali del centrodestra comunque, anche da quanto ha fatto capire il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi ieri a radio radicale, è che i Riformatori Liberali si presenteranno all’appuntamento elettorale con una quota nelle liste di Forza Italia alla Camera, e con una lista autonoma al Senato. Le trattative -se questa piattaforma, come è probabile, dovesse essere confermata – riguarderanno allora la quota che dovrebbe essere riservata ai radicali alla Camera.
Un interrogativo che verrà sciolto domenica prossima all’assemblea nazionale, cui parteciperà anche Silvio Berlusconi. In quell’occasione i radicali del centrodestra definiranno le linee programmatiche del loro movimento insistendo sui temi della laicità, della riforma della scuola e della giustizia, delle liberalizzazioni. Insomma, l’accordo con Forza Italia e con la Casa della Libertà non verterà solo sui seggi o sui posti, ma anche sul merito politico, Del resto se Benedetto Della Vedova già nei giorni scorsi si augurava di poter comunicare nella prossima assemblea nazionale di aver raggiunto un accordo con Berlusconi e confermava il giudizio positivo del suo movimento sull’operato del governo, non trascurava di insistere sullo specifico della battaglia radicale. Anche perché il ragionamento che i dirigenti dei Riformatori Liberali stanno facendo alla Cdl è che “II salmone” è l’unica forza politica, nel centrodestra, in grado di togliere voti al centrosinistra. Nel momento in cui i Riformatori Liberali assumeranno infatti in campagna elettorale quel tanto di visibilità che fino ad oggi non hanno avuto l’elettorato radicale che non ha compreso né condiviso la decisione di Pennella avrà un’alternativa chiara. Da questo punto di vista è vero che ogni voto radicale ai liberali riformatori è un voto strappato al centrosinistra. Tanto più che Marco Taradash, Benedetto della Vedova, Carmelo Palma, Pappino Calderisi, portano in dote al centrodestra un pezzo della storia politica radicale che i Riformatori Liberali sono decisissimi a voler rappresentare anche nei prossimi anni. Insomma quello che “Il salmone” chiede alla Cdl è una soluzione politica che deve passare per la condizione che alla camera ci deve essere la garanzia che i radicali liberi, come li ha battezzati Berlusconi alla loro prima assemblea nazionale, possano continuare a operare come riformatori liberali anche se eletti dentro Forza Italia.
Si preannuncia un patto federativo allora? Un’alleanza con il vincolo di lealtà ma con la clausola per i radicali di continuare a operare autonomamente? Si tratta di avere pazienza fino a domenica prossima per saperlo. Intanto areno Forza Italia sembra ben disposta nei confronti dei Riformatori Liberali. Ieri Bondi definiva coraggiosa la scelta dei radicali che hanno scelto il centrodestra definendoli più coerenti di Pannella: «Non riesco a capire», si interrogava Bondi dai microfoni di Radio radicale, «come il leader storico della Rosa nel pungo abbia potuto schierarsi con una coalizione che è stata ed è ostile alle riforme economiche e della giustizia propugnate dai radicali negli ultimi dieci anni sull’economia e la giustizia. E, in più, allearsi con una coalizione che in politica estera ha duramente avversato le posizioni radicali. Credo che Pannella con Prodi rappresenti un ossimoro politico. Sono certo che con i Riformatori Liberali», ha concluso Bondi «raggiungeremo nelle prossime ore un pieno accordo». La risposta a stretto giro di posta Benedetto Della Vedova ricambia le cortesie, ma conferma anche la volontà di non rinunciare alla propria identità politica: «Bondi ha riconosciuto che alla nostra presenza va riconosciuta un’autonomia di proposta e di iniziativa. E siamo convinti che proprio per le connotazioni più radicalmente liberali e garantiste, la nostra presenza potrebbe contribuire a completare e allargare e non a contraddire l’immagine della Cdl». Tradotto: dopo avere riconosciuto l’autonomia della proposta dei radicali nel centrodestra si tratta ora di trovare le forme e i modi per garantirla. D’altra parte dalle parti di Via dell’Umiltà ci si dovrebbe ricordare che i “radicali liberi” sono stati gli unici ad andare da Berlusconi a luglio. Quando dal cavaliere e dal centrodestra, dati per perdenti, tutti si affrettavano a scappare. I Salmoni, sperano che anche questo piccolo particolare venga tenuto nel debito conto.


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