Scuola: Riformatori Liberali, no al monopolio, sì al buono scuola

DELLA VEDOVA E PALMA “SI GUARDI A BLAIR, NON AL MODELLO DI SCUOLA DC-PCI

Il monopolio pubblico e le “mance” per i privati sono due facce della stessa medaglia: sono distorsioni indissolubilmente intrecciate e dipendenti dall’orientamento “antimercato” delle politiche pubbliche.
La bancarotta sociale, finanziaria e culturale della scuola pubblica non dipende da una qualche forma di “privatizzazione” strisciante (la quota di mercato “privato” nel sistema dell’istruzione, se si escludono le scuole per l’infanzia, è intorno al 5%: praticamente nulla). Al contrario, dipende dallo sclerotismo monopolistico di una scuola statale fatta a misura degli insegnanti, più che degli studenti, in cui le remunerazioni dei docenti e il finanziamento degli istituti è una variabile indipendente (per usare il linguaggio sindacalese) dalla qualità dell’istruzione fornita.
La scuola italiana è fra le più costose del mondo- solo in Svizzera e Stati Uniti la spesa per studente è più alta della nostra. I risultati degli studenti italiani sono fra i peggiori d’Europa. I peggiori dopo Grecia e Portogallo. Gli insegnanti in Italia sono una marea: il rapporto fra insegnanti e studenti è quasi il doppio di quello francese, tedesco e inglese nella scuola primaria, del 50% superiore in quella secondaria inferiore, di circa il 20% nella secondaria superiore.
All’inizio degli anni 90 i radicali iniziarono a proporre una alternativa di sistema che, con i buoni scuola e i buoni sanità, assegnasse direttamente ai cittadini e alle famiglie il potere di spesa derivante dalla contribuzione obbligatoria e introducesse, per questa via, positivi elementi di concorrenza, creando, anche in questi servizi pubblici, un mercato che oggi, a tutta evidenza, non c’è. Si alzò, da sinistra, un fuoco di sbarramento demagogico contro il “massacro sociale” annunciato. Ma da quelle proposte occorre ripartire. Da lì è ripartito, ad esempio, Blair. Di lì occorre ripartire anche in Italia, lasciandosi alle spalle le macerie del modello di scuola DC-PCI.


Autore: Benedetto Della Vedova e Carmelo Palma

Benedetto Della Vedova - Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, guida il gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Caemelo Palma - 42 anni, torinese, pubblicista. E' stato dirigente politico radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Tra i fondatori dei Riformatori Liberali. Direttore dell’Associazione Libertiamo.

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