Mediorientalia. Per capire Hamas si guardi Hezbollah

Di Tommaso Ciuffoletti

Tra i commenti sulla vittoria di Hamas nelle elezioni palestinesi mi pare sia generalmente sfuggito un punto focale, teso a sottolineare i links fra Hamas e Hezbollah. Si tratta di un nodo fondamentale a mio parere, intrecciato non solo sul fronte della strategia terroristica, ma anche – ed è ciò che in queso caso rileva – della strategia politica. L’Economist di questa settimana dedica all’Islam politico un lungo articolo intitolato "Forty shades of green", ma tra questi shades of green, il settimanale britannico dimentica di menzionare Hezbollah e si tratta di una grave amnesia. Nell’articolo si parla di Fratellanza Mussulmana ed Al Quaeda, ma si tratta di organizzazioni ben diverse sul piano strategico rispetto ad Hamas. Le differenze più evidenti, tra le molte che si potrebbero sottolineare, riguardano la dimensione globale di Al Quaeda e quella pan-araba del pensiero dei Fratelli Mussulmani; è vero, questi ultimi hanno base in Egitto ed hanno giocato abilmente sul piano elettorale alle ultime elezioni, ottenendo 88 seggi, ma il proprio core-business politico non è assimilabile, se non in parte a quello di Hamas. Perchè invece Hezbollah è molto più vicina ad Hamas? "Hezbollah è divenuto negli ultimi anni un attore del tutto peculiare nel panorama mediorientale. Hezbollah, che significa “partito di Dio”, ha infatti progressivamente esercitato la propria influenza in vari settori della vita politica e sociale libanese. Un’influenza fondata sull’essere un potenziale riferimento per gli sciiti, che rappresentano il gruppo religioso più numeroso del paese, propagandata in nome dell’autorità conquistata sul campo combattendo gli “invasori stranieri” (il ritiro delle truppe israeliane dal Libano del sud avvenuto nel 2000 è stato considerato per buona parte un successo di Hezbollah) e supportata dai legami internazionali e dalle risorse a propria disposizione. Giocando con grande abilità il ruolo di forza armata irregolare, ma sempre più disposta a collaborare con l’esercito libanese, insieme a quello di struttura in grado di garantire non solo protezione, ma anche servizi essenziali e d’assistenza in alcune zone del paese, Hezbollah è oggi un’organizzazione in grado di perseguire una strategia che mira al potere utilizzando molteplici opzioni. Proprio in occasione delle elezioni svoltesi in Libano nelle scorse settimane ha fatto il suo ingresso anche nella politica ufficiale, conquistando, insieme al gruppo sciita Amal, 35 seggi del nuovo Parlamento e stravincendo nelle circoscrizioni del sud". Così scrivevo qualche mese fa su l’Opinione e mi pare che proprio tra queste parole sia facile scorgere quei punti di contatto con Hamas di cui dicevamo: autorità conquistata combattendo l’invasore straniero (non si dimentichi come Hamas abbia propagandato il ritiro israeliano come una propria vittoria), forza armata irregolare in grado di garantire sicurezza (non si dimentichi la violenza scatenata da Hamas nell’intrafada palestinese – chi non sapesse cos’è l’intrafada può leggerne qui -), forza in grado di garantire servizi essenziali s’assistenza in alcune zone del paese. Così come Hezbollah proprio Hamas ha dimostrato di saper perseguire una strategia che mira al potere utilizzando molteplici opzioni. Ovviamente queste similitudini strategiche non sono casuali. I gruppi drigenti delle due organizzazioni hanno a lungo coabitato a Damasco, sotto il protettivo ombrello siriano ed inoltre già nel 2000 si potevano leggere notizie come questa "Un nuovo allarme per la difficile pace in Medio Oriente è stato lanciato contemporaneamente dai servizi di intelligence israeliani e dalle forze di sicurezza dell’Entità Nazionale Palestinese. Alla fine di giugno sarebbe stato siglato un accordo di alleanza tra il gruppo Hezbollah (attivo in Libano meridionale con l’appoggio di Siria e Iran) e il Movimento Palestinese di Resistenza Islamica Hamas. La collusione tra i due agguerriti gruppi terroristici rappresenterebbe la logica conseguenza del ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale che in pratica ha tolto agli hezbollah i bersagli per le loro azioni terroristiche inducendoli a stringere un accordo con Hamas per continuare insieme la lotta per la liberazione dell’intera Cisgiordania. Il sodalizio tra i due movimenti sembra inoltre confermato dai numerosi traffici di armi in corso tra il Libano meridionale ed i territori palestinesi, rilevati in particolare nel settore di Nablus. Si tratta per lo più di armi abbandonate dall’Esercito del Libano del Sud, la milizia filo-israeliana discioltasi dopo il ritiro delle forze Gerusalemme dalla Fascia di Sicurezza, in gran parte recuperate dagli hezbollah prima che nell’area venisse schierata la forza d’interposizione dell’ONU". A tutto ciò aggiungiamo ancora: L’occasione per stringere alleanze con Hamas e Jihad islamica è stata offerta dalla seconda intifada, alla quale la stessa televisione di Hezbollah, Al Manar, ha fornito un costante supporto mediatico. A partire dal 2000 sono state numerose le intercettazioni effettuate da militari israeliani, di armi e uomini (spesso iraniani), provenienti dal Libano e diretti verso Gaza o il West Bank. Ma Hezbollah non si è accontentata di una semplice collaborazione e si è così adoperata per tessere la propria personale rete di terrore in quelle zone. La tattica utilizzata è stata quella di avviare una campagna di reclutamento fra palestinesi a cui affidare la costituzione di cellule in loco per compiere attentati finanziati e gestiti dal partito di Dio e, più o meno indirettamente, per conto del regime iraniano. I metodi per assoldare aspiranti terroristi sono stati molteplici e tra gli altri vi è stato il ricorso ad un’organizzazione apparentemente umanitaria chiamata Commissione Iraniana per l’Aiuto ai Feriti dell’Intifada. Preferibilmente feriti lievi, da scegliere e trasportare in Iran per farne dei nuovi agenti di Hezbollah. Gli sforzi profusi hanno portato alla creazione delle Brigate del Ritorno (Kata’ib al-Awda), sulle quali esercita diretta autorità non solo Hezbollah, ma anche l’iraniano Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Insomma il legame tra Hamas e Hezbollah deve fare paura perchè chi legge Hezbollah, legge Siria e soprattutto Iran.


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