Tra Ppe e partito unitario

di Riccardo Paradisi

Da L’indipendente del 2 febbraio 2006, p. 1
MENTRE A SINISTRA prende forma retorica l’idea del partito democratico, nel centrodestra, dopo l’assemblea costituente celebrata alla fine del 2005, di Partito unitario si è parlato molto poco. Sarà per la nuova legge proporzionale, sarà per la strategia elettorale di attacco a tre punte, sarà perché questo tema si è intrecciato col dibattito all’interno della coalizione sull’alternanza alla leadership di Silvio Berlusconi, sarà per tutti questi motivi messi assieme, ma è un fatto che sul partito unico il centrodestra sembra investire poco. E così mentre ieri Fassino dichiarava che un’eventuale successo del centrosinistra porterebbe «oltre all’urgenza di formare un buon governo all’accelerazione del processo verso il Partito democratico», l’ex segretario dell’Udc Marco Follini, meno di una settimana fa, bocciava senza rigiri ogni ipotesi di rassemblamento a destra. «Bisogna togliere di mezzo tutta la paccottiglia che ci ha accompagnato in questi mesi. Il partito unitario non è all’orizzonte. Non ho nessuna ansia di fare un partito né con Berlusconi né con Fini». Da parte loro Berlusconi e Fini, al partito unico qualche accenno per la verità l’hanno fatto, ma senza dimostrare anch’essi nessuna ansia e nessuna fretta: «Dopo il 9 aprile dovremo riprendere il discorso, mettere mano al progetto». Per ora ognuno per sé e la coalizione per tutti. Ferdinando Adornato, che del partito unitario del centrodestra è l’ideologo, non accetta però paragoni con il partito democratico della sinistra. «Noi», dice all’Indipendente, «abbiamo fatto un percorso serio. Abbiamo già nominato un’assemblea costituente e approvato un comune manifesto dei valori. Il fatto che i media – penso soprattutto al Corriere della Sera – abbiano tenuto a battesimo un partito che ancora non ha nemmeno messo i cantieri e invece abbiano dedicato al nostro lavoro poco più di qualche trafiletto dice molto sulla stampa italiana, ma dice poco sulla realtà delle cose». Per Adornato insomma l’operazione “Partito democratico


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