Svastiche e slogan nazisti all’Olimpico

Di Luca Martinelli

Io mi chiedo… E’ normale una società come quella italiana dove, nell’Agosto del 2005, si protestava per la mancata ammissione di una squadra di calcio in Serie A/B/C1/C2/etc., con blocchi e minacce (anche fisiche) a poliziotti e servitori dello Stato? E’ normale una società come quella italiana che protestava per questi motivi, mentre in Israele si stava consumando un momento drammatico come il ritiro unilaterale da Gaza? E’ normale una società come quella italiana che costringe migliaia di poliziotti ogni fine settimana che D*o manda in terra a presidiare gli stadi di calcio, perchè alcune centinaia di teste di cazzo (perdonatemi l’espressione) hanno deciso di rompersela vicendevolmente? E’ normale una società come quella italiana che permette questo, sapendo che "adesso tocca a noi" essere seriamente minacciati da una mandria di capre terroriste che hanno già colpito a New York, Madrid, Londra, Taba, Sharm ash-Shahyk, Instambul, Bali e in altre parti del mondo? E’ normale che a Roma, una delle città che ha visto decimare migliaia di persone ebree e che ha vissuto la vergogna delle Fosse Ardeatine, quarantotto ore dopo il Giorno della Memoria riappaiano quei tristi simboli e motti e facce e braccia? E non venitemi a dire che ci sono anche i "tifosi buoni", i tifosi che razzisti non sono. Tutti quei "veri tifosi" che non protestano per la presenza di questa merda puzzolente di forma umanoide fra loro sono egualmente colpevoli.


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