Evviva Zapatero!

Di Luigi Pavone

Tra gli eponimi della Rosa nel Pugno, oltre a Blair, Giavazzi, Fortuna etc., c’è anche il socialista Zapatero. C’è in quanto emblema di una certa politica, all’avanguardia sul fronte dei diritti civili. La reputazione di cui egli gode all’interno della Rosa nel pugno sarebbe giustificata dalla recente legislazione spagnola, che equipara le unioni omosessuali al matrimonio. Per alcuni la legge spagnola rappresenta una grande conquista civile, per altri esprime capricci laicisti (Pera), dettati dall’allegro nichilismo dei contemporanei (Ferrara). Fatto è che per i radicali e i socialisti della Rosa nel pugno José Luis Zapatero è un imprescindibile punto programmatico. Ma tale punto programmatico non è privo di ambiguità. Insomma, se con esso si intende richiamare i pacs, l’appello a Zapatero è eccessivo. Infatti, altro à la legge spagnola, altro sono i pacs: la prima cancella, o meglio espunge dalla giurisdizione dello Stato il matrimonio tradizionale, riconoscendo più o meno esplicitamente il carattere precipuamente etico – e quindi di non competenza di uno Stato laico che non vuole intromettersi in faccende etiche – dell’istituto matrimoniale tradizionale; la seconda – come è stato correttamente osservato -, lungi dal contrastare tale istituto come qualcosa di universalmente e giuridicamente ratificato, sancisce quella differenza che invece la legge di José Luis Zapatero cancella a livello prettamente giuridico. E quanto alla forma, la legge spagnola è lineare e chiara, i pacs sono ibridi e opachi. La legge spagnola è radicale, i pacs sono di centro.


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