Si ripropongono gli errori della Jervolino-Vassalli
Dichiarazione di Benedetto della Vedova e Carmelo Palma, Presidente e Segretario Organizzativo dei Riformatori Liberali
“C’è un’abissale differenza e un’obiettiva contraddizione fra il modo in cui la Cdl, e in particolare Forza Italia, tenta di inserire, fra gli strepiti della sinistra, un argine di diritti e garanzie all’arbitrarietà del sistema penale e il modo in cui questa maggioranza affronta il cosiddetto “problema droga”.

Se, per fare un esempio, la “Pecorella” nasce dall’esigenza di assicurare un trattamento equo agli imputati, l’emendamento del Governo al decreto omnibus approvato dal Senato si trasformerà in uno strumento arbitrario di criminalizzazione di massa dei tossicodipendenti e di imbarbarimento della legge penale.
La nuova formulazione degli articoli relativi alla detenzione “immodica” di droghe proibite e all’abolizione di ogni distinzione fra droghe diverse, trasformerà, ope legis, i consumatori in spacciatori, comporterà una inversione dell’onere della prova nel processo penale e asservirà l’intero sistema giudiziario ad una funzione del tutto impropria, quale è quella di “lottare” contro una piaga sociale, anziché di punire i comportamenti delittuosi.
In aggiunta a ciò, non è meno grave- a nostro parere- il fatto che l’emendamento ripristini i capisaldi di una disciplina già sperimentata nel nostro paese con clamoroso insuccesso all’inizio degli anni 90 con la legge “Jervolino-Vassalli”; allora la “linea dura” ebbe come conseguenza che le morti e le patologie “droga-correlate” aumentarono esponenzialmente, mentre si accresceva progressivamente l’abbandono o l’allontanamento dei tossicodipendente da tutti i centri di cura.”