Calderisi: Ulivo, ostacolo tecnico per l’intesa, è vietato presentare simboli uguali

Colloquio con Peppino Calderisi
Da La Repubblica del 19 gennaio 2006 di Silvio Buzzanca pag.11

ROMA – «Nella fretta di chiudere l’accordo non ci hanno pensato, ma non possono presentare al Senato due liste che abbiano lo stesso simbolo». Peppino Calderisi, gran conoscitore di leggi e meccanismi elettorali, non ha dubbi: la soluzione trovata dal centrosinistra per Palazzo Madama non regge. Viola le leggi in vigore. Calderisi, oggi aderente alla nuova formazione di Benedetto Della Vedova schierata con il centrodestra, insieme al compagno di partito Carmelo Palma fa un elenco delle norme e conclude che c’è il «divieto di contraddistinguere , nella stessa elezione più di una lista con lo stesso contrassegno o con elementi identificativi dello stesso contrassegno». Dunque nelle liste per il Senato i Ds e Margherita non ci possono essere né le medesime parole né i medesimi simboli. Calderisi, a questo proposito cita anche i precedenti delle ultime elezioni Europee. In quella occasione, ricorda Calderisi, il Viminale bocciò l’inserimento della scritta Casa della Libertà nei simboli di An, Forza Italia e Udc. Nella stessa occasione i Verdi furono costretti a rinunciare alla scritta “l’ Ulivo e per la Pace”, perché esisteva già la dicitura “Uniti nell’Ulivo”. Una bocciatura arrivata nonostante il via libera dai titolari del logo Casa della Libertà e Ulivo. «Comunque -continua Calderisi – hanno tempo a disposizione per trovare una soluzione. Serve solo un po’ di fantasia. Io proporrei quella politicamente più semplice: presentare anche al Senato la lista unitaria». Ma, chiosa maliziosamente l’ex deputato di Forza Italia, “l’intesa tra Prodi, Ds e Margherita, oltre che giuridicamente inammissibile, è politicamente finta


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