Sul caso Telekom Serbia aspettiamo ancora una parola di verità.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali

Nei giorni scorsi Piero Fassino ha tuonato che il caso Unipol finirà in nulla, come accaduto per il caso Telekom Serbia.

Se il segretario dei DS si riferisce alle indagini su presunte tangenti in occasione dell’acquisto da parte di Telecom Italia, allora pubblica e quindi nelle mani del Governo Prodi di cui Fassino era ministro per il commercio estero, è un conto. Ma Fassino non può dimenticare che si attende ancora dai responsabili di quel Governo una spiegazione politica, non giudiziaria, del perché si decise di finanziare il massacratore di Belgrado che di lì a poco sarebbe stato fermato da un’intervento armato della comunità internazionale. Da radicale denunciai allora, da subito, lo scandalo politico, che era sotto gli occhi di tutti, del finanziamento al regime serbo: ancora oggi siamo in attesa, anche da Fassino, di una parola chiara, di verità, su quella vicenda.

Non vorremmo che anche sul caso Unipol si ripetesse lo stesso copione, con i DS che denunciano aggresioni, complotti e campagne di veleni nei loro confronti nel tentativo di sottrarsi al giudizio politico di merito degli italiani e alla responsabilità “etica