La denuncia della Rosa nel Pugno: Comune di Roma e Regione Lazio, basta silenzi sulle coppie di fatto

Di Marco Paolemili

Alla Regione Lazio la proposta di modifica alle legge 32 del 2001 giace da due mesi nei cassetti della Giunta. E’ la denuncia di Atlantide Di Tommaso, segretario della Federazione Romana dello Sdi – Rosa nel Pugno. Il 12 gennaio mattina, nella sede del Partito Radicale, una conferenza stampa denuncia il silenzio delle istituzioni laziali e capitoline nei confronti dei Pacs e dei registri delle unioni civili. E’ critico Di Tommaso, di fronte a giornalisti ed associazioni per i diritti degli omosessuali presenti in sala non risparmia le critiche alla “sua” giunta Marrazzo e a quella di Veltroni. “Marrazzo dimostra che così la sua non è la regione di tutti come recitava il suo slogan che gli ha fatto vincere le elezioni regionali” accusa Di Tommaso, “Veltroni invece scavalca la questione dicendo che la materia è competenza dello Stato. Il Comune di Roma non ha ancora il registro delle unioni civili, che è previsto dalle leggi attuali. Veltroni non vuole andare contro la Chiesa”. Diego Sabatinelli, segretario dell’associazione “Radicali Roma” è più ottimista e spiega di come la proposta di modifica alla legge regionale di Storace vuole estendere alle coppie di fatto i benefici previsti ora solo per le coppie legate dal matrimonio. La registrazione formale delle unioni di fatto è un atto dovuto, un impegno necessario per rendere l’Italia più omogenea alle normative degli altri paesi dell’Unione Europea. “Non stiamo aggredendo il matrimonio” precisa Sabatinelli “vogliamo estendere i diritti a chi non ne ha, l’assistenza di persone care ai malati in ospedale, la pensione di reversibilità, l’eredità, l’assegnazione della casa sono degli esempi”. Sottolinea poi la dignità e il rispetto che si deve agli omossessuali e accoglie la proposta di Arcigay di istituire un numero verde per denunciare gli abusi e per informare questi cittadini italiani che ancora non hanno diritti. Sono proprio i rappresentanti di Arcigay intervenuti a ricordare di come altri comuni e regioni in Italia abbiano già varato provvedimenti per l’istituzione dei registri pubblici, facendo notare di come sia importante la spinta che viene “dal basso” nel sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento. Anche il discorso di Massimiliano Iervolino, tesoriere di “Radicali Roma”, è critico nei confronti di Marrazzo, ricevuto in giornata da Papa Benedetto XVI, che ancora non acconsente al dialogo con i Radicali, che spingono non solo per la calendarizzazione della proposta di legge sugli aiuti alle famiglie, ma per portare all’ordine del giorno oltre alle coppie di fatto anche la sperimentazione della RU486, la distribuzione della pillola del giorno dopo, l’adozione di una più dignitosa terapia del dolore. Il Comune di Roma e la regione Lazio sono continuamente chiamati in causa, incalza di nuovo Di Tommaso: “La loro paura non è quella di andare contro i cattolici praticanti, alcuni dei quali sono divorziati, sono coppie di fatto, sono omosessuali, ma quella di scontrarsi con la Curia di Roma, cosa completamente diversa, perché questa ha un peso politico”. A parlare del Comune di Roma interviene Roberto Lovari, capogruppo della Rosa nel Pugno in aula Giulio Cesare, che considera necessaria la costituzione di un osservatorio sulla laicità del Comune di Roma, “la politica di Veltroni è di grande inclusione delle diverse realtà della Capitale, ma con la Chiesa…” un silenzio che dice più di tante parole. Conclude Sergio Rovasio, della direzione di Radicali Italiani, ricordano quale sia l’obiettivo del partito: “Il pacs avanti sarà il matrimonio per gli omosessuali, poiché per lo Stato questo ha natura civile e non religiosa. Il Pacs è una discriminazione che permane, anche se in forma minore”. Attacca poi l’ex compagno Rutelli: “La proposta di Rutelli di contratto privato tra omosessuali al posto di Pacs o matrimonio esiste già, non si tratta di nessun passo avanti”. L’appuntamento rimane per tutti il 14 gennaio in Piazza Farnese, accanto alle altre forze politiche e sociali che hanno aderito alla manifestazione “Tutti in Pacs”.


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