Bocciata l’amnistia. Come previsto.

– Da Libero del 13 gennaio 2006, pag. 1
Occorre riconoscere a Marco Pannella il merito di una battaglia importante anche se perduta (in definitiva a causa del “fuoco amico” della “sua” Unione). La composita compagnia che Pannella ha raggruppato in questi mesi per la sua lotta per l’amnistia e l’indulto era unita dalla convinzione che per bonificare la discarica esplosiva del sistema penale e penitenziario italiano occorresse una misura eccezionale di governo, e non solo di clemenza.

Non è un caso che Pannella abbia scelto di puntare sul binomio “amnistia e indulto” e di collegarli indissolubilmente. Tanto l’amnistia quanto l’indulto, per il fatto di condonare reati e pene, suscitano interrogativi; ma da superare alla luce dalla dilatazione abnorme e incontrollata di un sistema penale e penitenziario, incapace di produrre giustizia. Questo era il punto centrale dell’iniziativa di Pannella, anche se da parte radicale sono anche stati usati argomenti “da battaglia” (contro la presunta amnistia di classe imputata alla ex Cirielli), non condivisibili, giacché proprio in quella parte così contestata,la ex Cirielli è un provvedimento di garanzia, contro la dilatazione dei tempi di una giustizia senza fine e la discrezionalità arbitraria nella concessione delle attenuanti. Un provvedimento coerente e non contraddittorio con quelli di amnistia e indulto.
Alla fine però, la sinistra per bene (compresa la Margherita dell’eroico Giachetti), quella che sulla ex Cirielli difendeva i diritti dei poveracci contro i diritti dei Previti, si è sfilata e ha votato anche contro l’amnistia dei poveracci. Molti degli argomenti di An e in particolare della Lega contro l’amnistia e l’indulto sanno di forca, ma questi partiti hanno tenuto una posizione risaputa e per questo onesta: contraria in via di principio. Ma che dire degli argomenti di quelli che hanno mandato tutto in vacca, perché pur volendo votare uno sconto di pena per condannati in via definitiva per reati molto gravi, non se la sono sentita di votare un’amnistia per i “presunti innocenti” accusati di reati assai meno gravi, e ancora appesi a processi non conclusi pur se riferiti a reati vecchi di almeno cinque anni?
Questo è il centrosinistra: garantisti di opposizione e giustizialisti di governo. Amici del mercato e dell’America alla city di Londra o a “ground zero”; con le piazze sindacali, comuniste, antiamericane e antimercato nel momento del voto. Non pensiamo, come Riformatori Liberali, di avere sbagliato nel ritenere che I’unico spazio per le politiche radicali, per quanto disagevole possa essere, stia nella coalizione di Berlusconi (favorevole all’amnistia) e non in quella di Prodi (pilatesco su questo come sulla TAV e mille altre cose)


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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