Ucraina – Morire (di freddo) per Kiev? No allo spirito di Monaco.

Dichiarazione di Marco Taradash, Portavoce dei Riformatori Liberali

“C’è un solo paese in Europa che ancora soggiace a una dittatura, nell’indifferenza generale. E’ la Bielorussia, che permane di fatto un satellite di Mosca e che nel 2004 ha conosciuto l’ennesima finzione elettorale condizionata da brogli e pesanti intimidazioni del presidente Lukashenko. L’Ucraina si trovava nella stessa situazione fino a un anno fa, quando la pacifica rivoluzione arancione ha conquistato il paese alla democrazia e alle libertà  fondamentali. Dimenticare questo retroscena e trattare come una mera disputa economica il confronto in corso sul prezzo del gas russo è, da parte dell’Europa, un atto di ipocrisia e un ennesimo ritorno allo spirito di Monaco.

Morire (di freddo) per Kiev non rientra evidentemente nei piani dei leader europei. Ma se l’Europa, spento il motore federalista, rinunciasse anche alla prospettiva di progressivo allargamento e rafforzamento delle istituzioni della democrazia liberale nel continente, che cosa resterebbe della sua spinta ideale? E che cosa del suo ruolo internazionale?

Nel momento in cui il Presidente russo Putin assume la guida del G8, e mentre prepara il summit di luglio a San Pietroburgo, l’Europa ha tutta la possibilità per intervenire con una mediazione efficace che salvaguardi le regole del mercato respingendo il cinico ricatto che ha portato Putin a chiudere il rubinetto ucraino del gas nel cuore dell’inverno. Purchè sia chiaro ai leader europei che non si tratta di procedere a un levantino gioco al ribasso del prezzo ma, come ha subito capito il Dipartimento di stato americano, di impedire “l’uso dell’energia per esercitare una pressione politica


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