Gibuti: intervista a Cristina Molinari

Di Luca Fortis

Cristina Molinari ha partecipato alla conferenza contro le mutilazioni genitali femminili organizzata da Emma Bonino a Gibuti. La conferenza aveva come scopo quello di far approvare il protocollo di Maputo. Gibuti è stata scelta nonostante le piccole dimensioni dello stato per la sua centralità. Alla conferenza erano presenti oltre a molti Imam locali, rappresentanti del governo anche la first lady gibutina e molte O.N.G. dei paesi vicini. Mi spiega Cristina che le mutilazioni genitali femminili vengono attaccate non solo da un punto di vista religioso, ma soprattutto da un punto di vista culturale e legislativo. Il ruolo degli imam nella società gibutina è ancora molto importante. Infatti se è vero che lo stato non da valore legale alla Sharia è anche vero che raramente se ne discosta. La conferenza ha rischiato il fallimento perché nonostante la presenza di Imam che negavano l’appartenenza all’Islam di tale costume, alla fine i religiosi hanno presentato un documento in cui si condannava tale tradizione solo perché non praticata in ospedale. Consigliandola però se praticata in un luogo opportuno. Racconta la Molinari che alla lettura di tale compromesso tutte le donne presenti incominciarono a protestare in modo cosi clamoroso che il ministro degli affari islamici ha alla fine deciso di ignorare il compromesso preparato dai religiosi ottenendo così un esplosione di gioia fragorosa. Cristina ci tiene a sottolineare come tale rivolta delle donne contro il parere degli Imam non solo abbia avuto successo ma abbia ottenuto molta visibilità mediatica essendo stata trasmessa per sette volte da Al Jazira. E stata una scena di raro impatto emotivo che tutti i presenti difficilmente si dimenticheranno. Quelle donne che urlavano sono donne colte, preparate e soprattutto coraggiose. La Molinari chiude l’intervista citando una frase che una donna ha detto ad uno degli Imam più oltranzisti: “se volete controllare il nostri desideri dovete tagliarci la testa!” Il prossimo appuntamento si terrà in Mali a settembre


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